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«Scuola d’infanzia, il Comune la ignora»

«Scuola d’infanzia, il Comune la ignora»

Casina: un comitato di genitori contro la chiusura di una sezione e il sostegno economico alle paritarie

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CASINA. Per segnare una sorta di inaugurazione dei tanti ed importanti interventi strutturali effettuati sull’edilizia scolastica negli ultimi anni, l’amministrazione comunale di Casina ha organizzato un incontro al quale, domani pomeriggio, 19 aprile, alle ore 15, interverrà il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Ma il clima di festa non viene condiviso da un gruppo di genitori - costituitosi in comitato - che contesta, a fronte degli interventi sugli edifici, una scarsa attenzione alla tenuta delle istituzioni scolastiche del paese, tanto che si prevede la chiusura di una sezione della materna infantile comunale.

Spiega in una lettera aperta il Comitato Genitori Scuola: «Casina si prepara all’inaugurazione dell’ala nuova della Scuola Primaria. La celebrazione, il taglio del nastro, le personalità che parteciperanno, nascondono però una realtà un po’ diversa, meno brillante. Da genitori abbiamo denunciato il disinteresse dell’amministrazione comunale alle problematiche soprattutto della Scuola dell'Infanzia anzi, un’azione rivolta più al ridimensionamento del servizio piuttosto che alla tutela e alla promozione. La storia parte da lontano, quando il Comune ha delegato ai privati la gestione dell’asilo nido. Alcuni ambienti della Scuola creati da amministrazioni comunali più longimiranti vennero smantellati e trasformati in palestra per adulti utilizzata negli anni per corsi di yoga, ballo liscio e altro. Queste decisioni hanno impedito di non disporre di locali più tardi necessari per la creazione di nuove sezioni».

Prosegue la lettera: «La sferzata finale è stata data nell’ottobre 2012 quando la giunta decise di aumentare fortemente le rette, aumenti che potevano raggiungere anche i 70 euro in più al mese. La motivazione del rincaro era legata alle impellenti necessità di bilancio. Contemporaneamente però il Comune andava ad aumentare significativamente i contributi alla scuola paritaria. Chiedemmo di rivedere la decisione valutando di risparmiare nei punti ritenuti più critici, la convocazione di una Commissione Mensa di solito richiesta dagli enti locali per valutare che il servizio fosse adeguato, che portò alla decisione da parte dell’Ente di cambiare la ditta appaltatrice, con dichiarati risparmi per le casse comunali».

«Nel frattempo le famiglie richiedevano giustamente servizi educativi per i loro figli e si sono rivolte alla paritaria. Questo – conclude il comitato – ha portato ad un progressivo impoverimento numerico della Scuola dell’Infanzia Statale. Quello che riteniamo insopportabile è il considerare la Scuola come funzionale ad interessi diversi, il fare cassa togliendo ai bambini opportunità educative eccellenti. Per questo chiediamo un immediato confronto con soluzioni condivise». (l.t.)

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