«Bisogna cambiare la legge 40»
Incontro con De Luca, direttore del Centro di ricerca sulle staminali
REGGIO EMILIA. La scienza è stata finora l’argomento dominante delle Giornate della laicità, la cui sesta edizione si è aperta ieri nella sede universitaria di viale Allegri, dove si chiuderà questa sera. In mattinata l’aula magna era affollatissima dagli studenti delle superiori che hanno seguito la conferenza scientifica di Marcello Sala sulla questione delle razze umane, in occasione della quale sono stati premiati i migliori elaborati svolti nelle classi su questo tema. Un pubblico di adulti ha ascoltato, nel pomeriggio, il dialogo fra Michele De Luca, direttore del Centro interdipartimentale di ricerca su cellule staminali e medicina rigenerativa dell'università di Modena e Reggio, e Gilberto Corbellini, storico della medicina e studioso di bioetica ed epistemologia medica.
In assenza del contradditorio, è stata sviluppata da entrambi la polemica contro la legge 40 che, benchè amputata dalla Corte costituzionale, continua a porre alla procreazione assistita limitazioni sconosciute a molti paesi occidentali. «La legge 40 - ha detto De Luca - è una norma allucinante, che deve essere smantellata perchè incostituzionale. È un insulto alla pietà. L'aspetto più grave è il divieto della diagnosi preimpianto, che nega il sacrosanto diritto di far nascere bambini sani. Se i genitori sono portatori sani di una malattia genetica, con la fecondazione artificiale si potrebbero individuare gli embrioni completamente sani, che statisticamente sono uno su quattro. La legge, però, impedisce di farne la diagnosi. Li si deve impiantare a caso, salvo poi il diritto della madre di abortire, il che rappresenta una palese contraddizione». Secondo De Luca è assurdo equiparare un ammasso di cellule embrionali a una persona, poichè ciascuna di esse è quasi indifferenziata e toglierne qualcuna non impedisce di replicarle e svilupparsi normalmente. Tuttavia proprio lui s'è guadagnato un riconoscimento unanime grazie al primo farmaco ottenuto da cellule staminali, efficace per ricostruire una cornea ustionata.
Il fatto che si ricavi da cellule epiteliali, anzichè embrionali, gli ha guadagnato il plauso dei cattolici. I ricercatori, malgrado le divergenze, sono altrettanto compatti nel difendere le ragioni della scienza contro i ciarlatani. Proprio ieri era giunta la notizia della condanna patteggiata a un anno e dieci mesi a carico di Davide Vannoni, inventore del metodo Stamina. I relatori l’hanno salutata con soddisfazione. Gilberto Corbellini, peraltro, attribuisce la grande influenza della morale cattolica in Italia anche a una diffusa ignoranza scientifica: «Gli stessi magistrati e uomini politici - ha detto - sono spesso privi degli strumenti cognitivi necessari».
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