Eletto a Scandiano il sindaco di piazza Spallanzani
Una "feroce" sfida per la fascia tricolore. Vince “Pulin”, al secolo Giovanni Riva, ma lo sfidante Marco Cavalli (titolare dell'omonima enoteca, presenta un ricorso al... Tap
SCANDIANO. Un’elezione “ferocissima” su Facebook, un ricorso atteso con ansia, una campagna elettorale a colpi di cioccolatini e frutta. Non è mancato niente, e men che meno i sorrisi, nella sfida per eleggere il “sindaco di piazza Spallanzani”, a Scandiano, la divertente competizione nata sul gruppo Facebook “Scandian l’è un gran Scandian” che ha visto contrapporsi due volti notissimi della cittadina: il pensionato Giovanni Riva, in arte “Pulin”, e Marco Cavalli, titolare dell’omonima enoteca.
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In palio un titolo ambito: quello di primo cittadino di piazza Spallanzani, la piazza per eccellenza del centro scandianese, con i portici, i negozi e i bar. Dopo l’addio al primo depositario della carica, Marco Cavalli si è autodefinito il sindaco della piazza, ma contestato da Fausto Cocchi, gestore del negozio di abbigliamento che si affaccia sull’area in questione nonché animatore del seguitissimo gruppo Facebook “Scandian le un gran Scandian”, che ha quasi tremila iscritti e che nell’ottobre 2014 ha dato vita a un raduno di tante generazioni scandianesi al Corallo, permettendo di accogliere oltre tremila euro poi devoluti in beneficenza.
«Cavalli sostiene di essere lui il sindaco, ma nessuno l’aveva mai nominato. Così gli ho detto che avremmo fatto le elezioni, e lo sfidante, “Pulin”, si è subito dimostrato pronto», spiega Cocchi. Da lì, l’esplosione: «Abbiamo iniziato per sorridere, e tutto il paese ha iniziato a parlare della nostra sfida. Siamo diventati la notizia di Scandiano». Tutto grazie al gruppo di amici che conta, oltre a Cocchi, Cavalli e “Pulin”, anche Valter Franceschini e Marco Tamagnini. La campagna elettorale è stata spietata, tra fotomontaggi e appelli su Facebook, discorsi alla nazione (alla piazza, in questo caso) e soprattutto casi di corruzione: «Cavalli si è messo a promettere cioccolatini per ottenere dei voti. L’ha fatta sporca, e allora mi sono messo all’opera anch’io», dichiara battagliero “Pulin”, che ha trionfato garantendo ortaggi e frutta fresca agli elettori, «e soprattutto alle elettrici».
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Le urne digitali hanno decretato la vittoria di “Pulin” con 142 voti contro i 114 di Cavalli, che però non si arrende. «Il sindaco sono io, e rimango io, non ci sono dubbi. E comunque, ho presentato ricorso. Finché non c’è la decisione, “Pulin” non può dirsi sindaco della piazza», ribadisce lo sconfitto. Già, perché per continuare nel gioco Cavalli ha deciso di presentare ricordo al Tap, il Tribunale amministrativo delle piazze, sostenuto «dall’avvocato Creagarbugli Marco Tamagnini», schierandosi contro il sindaco pro-tempore Fausto Cocchi, contro il rivale “Pulin” e contro il «manipolatore di voti» Valter Franceschini. Ora non resta che attendere il verdetto, anche se “Pulin” non si fa condizionare e gira per la piazza vantandosi del proprio ruolo. Nel momento di tregua, intanto, si inganna il tempo con brindisi e aperitivi.
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