«Le parole di Nicolini condannano ostetricia»
Castelnovo Monti, il futuro del Sant’Anna: tutti contro il direttore dell’Ausl Teneggi: «La Regione come un convitato di pietra, ci metteremo di traverso»
CASTELNOVO MONTI. Ha suscitato, come prevedibile, una ridda di reazioni la precisazione del direttore generale Ausl Fausto Nicolini sul punto nascite del Sant’Anna. Il suo puntualizzare di non aver mai detto che si impegnerà per non chiuderlo, è suonato più come un annuncio di ineluttabile chiusura. Sul tema torna ad esempio ad intervenire il direttore di Confcooperative Reggio Emilia, e castelnovese, Giovanni Teneggi: «Le dichiarazioni chiariscono le opinioni sul punto e indicano l’urgente necessità di un confronto con il convitato di pietra ancora assente, la Regione Emilia Romagna. Le posizioni mi sembrano chiare. Peraltro, sarebbe davvero così grave che l’Ausl intendesse davvero difendere in ogni modo un proprio servizio territoriale? Nessuno avrebbe certo pensato fra i modi a barricate o fucili, ma più semplicemente a servizi e tecnologie che rendano praticabile questo punto nascita dentro agli standard di sicurezza previsti. Continuiamo a pensare che le affermazioni sulla tenuta strategica e complessiva dell’ospedale Sant’Anna sia gravemente messa in discussione nella sua credibilità dalla chiusura del suo punto nascita».
E conclude: «Dove sono i rappresentanti regionali e dove la politica? E fingendo, per ostinazione, di non aver compreso bene, chiediamo ancora: la Regione esprime un’opinione pubblica in proposito o rimane solo a suggerire cosa smentire o no ai propri dirigenti?».
Interviene anche l’ex sindaco di Busana Sandro Govi: «Io penso che quella di Nicolini sia una dichiarazione che non va per niente bene. Cittadini, istituzioni locali e loro rappresentanti, associazioni e forze politiche che hanno a cuore il futuro della montagna hanno il dovere di fare insieme fronte comune per fronteggiare, o meglio osteggiare, questa scelta e questo pensiero. Se Nicolini si sente in dovere di precisare che non ha mai detto di volere difendere il punto nascita della montagna penso che sia compito della buona politica e delle istituzioni affermare che qui invece si vuole difendere in ogni modo il punto nascita di Castelnovo. E se ci sarà da discutere e da mettersi di traverso andrà fatto».
Infine l’associazione “Persone e Montagna” di Castelnovo: «Serve dire la verità nuda e cruda. Le parole di Nicolini sono chiare e definitive sulla chiusura del “punto nascita del S.Anna”. E’ chiaro che nel giro di qualche anno sarà portato a termine il piano di ridimensionamento del Sant’Anna cominciato da tempo. Gli importanti investimenti degli ultimi anni non hanno prodotto né un solo posto-letto né un solo posto di lavoro in più. Lo svuotamento programmato del Sant’Anna andrà avanti e tra qualche anno ci troveremo con un pronto soccorso per le emergenze e con un po’ di geriatria. Quando si varò la forte sinergia tra il Santa Maria e il Sant’Anna, uno dei presupposti fu che il numero delle nascitr era da conteggiare insieme e non separatamente come avviene ora, per meglio difendere la posizione dell’ospedale più “debole” numericamente parlando. E’ forte tra i cittadini la necessità di un incontro pubblico perché la gente si aspetta dai propri amministratori parole chiare. I sindaci anziché incontrare in camera caritatis Nicolini vadano in mezzo alla gente stessa a spiegare cosa sta succedendo».
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