«Via Fano, il Comune mantenga i patti»
Il Comitato dei residenti, forte di 400 firme chiede la costruzione di una rotonda per la messa in sicurezza della zona
REGGIO EMILIA. E’ una delle eredità di cui la giunta Vecchi - che proprio in queste settimane scollinerà il primo anno di vita - avrebbe fatto volentieri a meno: i “patti” stipulati con i cittadini da chi ha preceduto questa amministrazione e che ora rischiano di trasformarsi in promesse non mantenute. E’ il caso delle rotonde che mancano all’appello nella zona ovest della città, da quella di via Volta a quella di via Clelia Fano, nella zona dell’Orologio.
Un caso di scuola di queste “promesse” della politica è proprio lì, piantato come un ripetitore telefonico. Anche in via Fano - per dire - tra pochi mesi celebreranno un anniversario, il nono, da quando in mezzo alla strada si erge un ripetitore per la telefonia mobile. Attorno a quel palo che non hanno mai voluto, ci sono da sempre i cittadini del quartiere, riuniti in comitato. E con la nuova giunta stanno da tempo trattando perché l’amministrazione comunale rispetti gli impegni presi. Quali? Li spiega Erio Ferrari, portavoce del comitato: «Quando nove anni fa - racconta - ci opponevamo alla costruzione di questo impianto, il Comune ci disse che avrebbe costruito una rotonda che avrebbe mitigato l’impatto di quell’insediamento e reso il traffico più scorrevole».
Invero, si trattava di una promessa a cui il Comune, almeno inizialmente sembrava voler dar seguito, se è vero che fu addirittura presentato il progetto, con tanto di studio di fattibilità e computo dei costi: «L’opera che noi chiedevamo - spiega Ferrari - avrebbe oggi un costo di circa 130 mila euro». E questo dell’aspetto economico sembra essere oggi l’ostacolo principale: rispetto a nove anni fa è davvero cambiato il mondo, anche per le casse comunali. Una obiezione - questa dei costi più alti rispetto a tempi di vacche magre come quelli che viviamo - che il comitato però contesta: «Questa rotonda - dice Ferrari - si paga da sola. In questi anni il Comune ha infatti incassato un canone d’affitto da Telecom pari a circa 150mila euro. E altrettanti si appresta ad incassare da Vodafone, l’altro gestore che nel frattempo ha chiesto e ottenuto di utilizzare il traliccio. I soldi ci sono, quindi».
Nel gennaio scorso, il Comitato ha raccolto circa 400 firme consegnate nelle mani dell’assessore Mirko Tutino. E oggi chiede certezze per quanto riguarda il rispetto di quel patto: «Siamo perfettamente consapevoli - sottolinea ancora il portavoce del Comitato - delle difficoltà che può attraversare l’ente locale. Quello che chiediamo è una data certa per l’inizio dei lavori». Sembra una richiesta minima che però cela una sorta di ultimatum: «In questo momento la trattativa è aperta e apprezziamo la disponibilità degli amministratori a dialogare con noi. Da loro però - sottolinea Ferrari - vogliamo un pronunciamento concreto, dopo tante promesse. Quell’opera è necessaria anche per un problema di sicurezza: il restringimento della carreggiata è oggi pericoloso così come è pericoloso quel pozzetto ai piedi del ripetitore che è da tempo completamente aperto. Se il Comune non ci ascolta? Siamo pronti a riprendere la battaglia contro il ripetitore».
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