Gazzetta di Reggio

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«Via Fano, il Comune mantenga i patti»

di Massimo Sesena
«Via Fano, il Comune mantenga i patti»

Il Comitato dei residenti, forte di 400 firme chiede la costruzione di una rotonda per la messa in sicurezza della zona

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REGGIO EMILIA. E’ una delle eredità di cui la giunta Vecchi - che proprio in queste settimane scollinerà il primo anno di vita - avrebbe fatto volentieri a meno: i “patti” stipulati con i cittadini da chi ha preceduto questa amministrazione e che ora rischiano di trasformarsi in promesse non mantenute. E’ il caso delle rotonde che mancano all’appello nella zona ovest della città, da quella di via Volta a quella di via Clelia Fano, nella zona dell’Orologio.

Un caso di scuola di queste “promesse” della politica è proprio lì, piantato come un ripetitore telefonico. Anche in via Fano - per dire - tra pochi mesi celebreranno un anniversario, il nono, da quando in mezzo alla strada si erge un ripetitore per la telefonia mobile. Attorno a quel palo che non hanno mai voluto, ci sono da sempre i cittadini del quartiere, riuniti in comitato. E con la nuova giunta stanno da tempo trattando perché l’amministrazione comunale rispetti gli impegni presi. Quali? Li spiega Erio Ferrari, portavoce del comitato: «Quando nove anni fa - racconta - ci opponevamo alla costruzione di questo impianto, il Comune ci disse che avrebbe costruito una rotonda che avrebbe mitigato l’impatto di quell’insediamento e reso il traffico più scorrevole».

Invero, si trattava di una promessa a cui il Comune, almeno inizialmente sembrava voler dar seguito, se è vero che fu addirittura presentato il progetto, con tanto di studio di fattibilità e computo dei costi: «L’opera che noi chiedevamo - spiega Ferrari - avrebbe oggi un costo di circa 130 mila euro». E questo dell’aspetto economico sembra essere oggi l’ostacolo principale: rispetto a nove anni fa è davvero cambiato il mondo, anche per le casse comunali. Una obiezione - questa dei costi più alti rispetto a tempi di vacche magre come quelli che viviamo - che il comitato però contesta: «Questa rotonda - dice Ferrari - si paga da sola. In questi anni il Comune ha infatti incassato un canone d’affitto da Telecom pari a circa 150mila euro. E altrettanti si appresta ad incassare da Vodafone, l’altro gestore che nel frattempo ha chiesto e ottenuto di utilizzare il traliccio. I soldi ci sono, quindi».

Nel gennaio scorso, il Comitato ha raccolto circa 400 firme consegnate nelle mani dell’assessore Mirko Tutino. E oggi chiede certezze per quanto riguarda il rispetto di quel patto: «Siamo perfettamente consapevoli - sottolinea ancora il portavoce del Comitato - delle difficoltà che può attraversare l’ente locale. Quello che chiediamo è una data certa per l’inizio dei lavori». Sembra una richiesta minima che però cela una sorta di ultimatum: «In questo momento la trattativa è aperta e apprezziamo la disponibilità degli amministratori a dialogare con noi. Da loro però - sottolinea Ferrari - vogliamo un pronunciamento concreto, dopo tante promesse. Quell’opera è necessaria anche per un problema di sicurezza: il restringimento della carreggiata è oggi pericoloso così come è pericoloso quel pozzetto ai piedi del ripetitore che è da tempo completamente aperto. Se il Comune non ci ascolta? Siamo pronti a riprendere la battaglia contro il ripetitore».

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