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REGGIO EMILIA

«Aiutatemi, papà sta picchiando mamma»

«Aiutatemi, papà sta picchiando mamma»

E’ l’appello di un bambino, che in lacrime chiama la polizia durante una furibonda lite fra i genitori. Gli agenti arrestano l’uomo per maltrattamenti. E’ già libero

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REGGIO EMILIA. «Aiutami, papà sta picchiando la mamma». Piangeva il bambino di 10 anni che domenica pomeriggio ha preso in mano il telefono e ha chiesto aiuto alla polizia. Parole che non potevano che essere prese in grande considerazione: al telefono, l’operatore, ha sentito nitidamente grida e richieste di aiuto.

Inizia così l’ennesimo caso di violenze in famiglia, culminato con l’arresto dell’uomo un 41enne di origine ghanese che vive in città con moglie e tre figli.

E’ la donna il suo bersaglio. Questo ha raccontato la stessa, poco più giovane di lui, quando ha aperto agli agenti delle Volanti: aveva il volto tumefatto e si toccava il petto dolorante, per le botte prese. E’ stato il figlio più grande a trovare il coraggio di chiedere aiuto, a portare la polizia a casa. E di fronte agli agenti, anche la donna ha trovato la forza di dire tutto. Di raccontare il dramma quotidiano dietro quelle quattro mura: delle botte del marito al ritorno dal bar ubriaco, di tutte le volte dal 2006 a oggi che è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso per le conseguenze di tanta violenza. Senza mai avere la forza di denunciare. E nel frattempo sono nati altri due figlioletti, oggi in tenera età.

Di fronte a quanto raccontato, la polizia ha deciso di fare ulteriori accertamenti. Ha trovato riscontro dei ricoveri raccontati. E lo ha arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni dolose, mentre la donna è dovuto andare all’ospedale a farsi medicare. Ne avrà per otto giorni.

Ieri mattina l’uomo, difeso dall’avvocato Carlo Padula, è comparso davanti al giudice Dario De Luca per la convalida dell’arresto.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non ha precedenti, un lavoro regolare. Condizione che hanno fatto sì che il magistrato decidesse di liberarlo. Ha, però, disposto l’allontanamento dalla casa coniugale in attesa che il processo per direttissima che sarà celebrato tra qualche giorno decide la pena per lui.

La speranza, però, è che basti questo per far cessare un inferno domestico a cui tre bambini in tenera età hanno dovuto assistere per anni. E metta al sicuro una donna dalla violenza che l’uomo che un giorno ha giurato di amarla la costringeva ogni giorno, facendola finire all’ospedale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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