Ancora un guasto a un autobus di Seta
L’autista evita il rogo, è lo stesso del mezzo andato a fuoco tra Fabbrico e Campagnola
GUASTALLA. Dopo l'incendio causato dal surriscaldamento dell’impianto frenante che, il 9 marzo scorso, ha distrutto un bus di Seta tra Fabbrico e Campagnola, nel primo pomeriggio di ieri si è verificato un nuovo guasto. Protagonista, lo stesso autista del bus andato a fuoco un mese e mezzo fa.
Questa volta, l’inconveniente si è verificato sulla circonvallazione di Guastalla. Uno degli autobus Seta partito dal deposito di Reggiolo doveva raggiungere la fermata di via Allende per caricare gli studenti appena usciti dalle scuole Russell e Carrara. Giunto alla rotonda della circonvallazione di Guastalla, il conducente ha avvertito un forte odore di gomma bruciata proveniente dall’impianto frenante mentre all’esterno un denso fumo fuoriusciva dalle ruote, rischiando di trasformarsi in un principio di incendio. Memore dell’incidente scorso, l’autista, dopo aver bloccato il bus, ha subito usato l’estintore di bordo, spruzzando il contenuto sui freni, dopodichè ha chiamato i vigili del fuoco di Guastalla che hanno solo verificato l’ipotetico surriscaldamento dei dischi, che si erano bloccati forse per l’eccessivo uso.
Da Reggio Emilia è arrivato sul posto un nuovo mezzo che ha proseguito il servizio di trasporto pubblico mentre il bus che si è guastato è stato trainato in officina per le opportune verifiche.
Il conducente, a parte la comprensibile paura che la situazione gli sfuggisse di mano, è rimasto illeso ma si deve registrare l’ennesimo bus di Seta messo fuori uso da problemi meccanici. L’ad dell’Agenzia della Mobilità Michele Vernaci, venuto a conoscenza del guasto, ha subito chiesto a Seta una serie di chiarimenti: «Il fenomeno dei freni che si bloccano con questa frequenza è anomalo e devo dire che mi preoccupa. Certo l’autista è come il comandante di una nave e quindi decide lui cosa fare in caso di guasti o emergenza. Resta da valutare se si sia trattato di un eccesso di zelo o se il mezzo aveva effettivamente problemi dovuti a non sufficiente manutenzione. Per questo ci riserviamo eventuali valutazioni». (m.p.)
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