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L'attacco a Villa Rossi al suono delle cornamuse

Massimo Storchi
L'attacco a Villa Rossi al suono delle cornamuse

Per la prima volta i partigiani di Reggio protagonisti di un'operazione militare insieme all'esercito inglese

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ALBINEA Il rapporto fra alleati e resistenti inizia subito dopo l'8 settembre 1943 quando la nostra montagna diventa luogo ospitale per i tanti militari in fuga dai campi di prigionia italiani. La "via delle canoniche" diventa il percorso sicuro per attraversare gli Appennini e cercare di rientrare nelle fila degli eserciti alleati in risalita dal sud Italia. Don Pasquino Borghi a Tapignola, don Paolino Canovi a Gazzano, don Venerio Fontana a Minozzo sono solo alcuni fra i parroci più impegnati in questa azione umanitaria.

Don Domenico Orlandini (Carlo), parroco di Poiano, sceglie l'impegno diretto e, nei ranghi dell'A-Force dell'esercito britannico, porterà in salvo centinaia di militari britannici oltre le linee del fronte. I comandi alleati capiscono subito l'importanza di organizzare formazioni partigiane per azioni di guerriglia nel retrofronte e per la raccolta di informazioni sulle truppe tedesche. Il rapporto di collaborazione e fiducia cresce nel tempo nel verificare le capacità operative dei partigiani: in marzo si costituisce il "Battaglione alleato", agli ordini del magg. Roy Farran, con oltre 200 effettivi, comprendente partigiani italiani, soldati russi e paracadutisti inglesi appositamente lanciati in preparazione dell'Operazione Tombola.

Il fronte italiano, assestatosi nell'autunno 1944 sulla Linea Gotica (schieramento difensivo che correva da Massa a Pesaro) nella primavera 1945 riprende a muoversi in sincronia con l'attacco finale congiunto degli alleati alla Germania. Le truppe tedesche, pur consapevoli della loro inferiorità in uomini e mezzi, sono decise a resistere il più possibile e a ritirarsi ordinatamente verso il nord. I Comandi alleati decidono di preparare l'attacco finale (che scatterà il 12 aprile) colpendo alle spalle lo schieramento tedesco per disarticolare la sua capacità di reazione e coordinamento.

La zona di Botteghe di Albinea è già dall'estate 1944 sede di importanti Comandi militari tedeschi, in contatto diretto con il Comando Supremo di Berlino. Nell'agosto era stato scoperto un tentativo di collegamento fra militari tedeschi e partigiani che era costato la vita al maresciallo Hans Schmidt e ad altri quattro soldati. Dall'autunno Villa Calvi e Villa Rossi erano divenute sedi dei Comandi del 51° Gebirg Korps e della V Sezione del Comando tedesco in Italia (Sezione cartografica), importanti centri di comando per le truppe dislocate sulla Linea Gotica.

Dopo un primo progetto di bombardamento a tappeto della zona (che avrebbe comportato ingenti perdite fra i civili residenti) su proposta congiunta degli ufficiali inglesi e del Comando Unico si decise di effettuare un attacco diretto sul terreno. Dai primi di marzo furono paracadutati sull'Appennino 50 militari inglesi appartenenti ai Sas che avrebbero svolto l'attacco insieme a partigiani delle Brigate Garibaldi, del Gruppo "Gufo nero" e uomini del Battaglione Alleato. Scattava l’Operazione Tombola.

Nella notte del 27 marzo oltre un centinaio di uomini, in assetto di guerra, partiti da Valestra giungono nei pressi dell'obiettivo. La colonna si divide in tre gruppi: il primo, al comando del ten. Harvey si dirige su Villa Calvi; il secondo, guidato dal cap. Lees punta su Villa Rossi; il terzo, con il magg. Farran rimane nei pressi di Botteghe per chiudere l'accerchiamento.

Il segnale di attacco viene dato alle 1.30 dal suono della cornamusa di David Kirkpatrick. Dopo aver eliminato le sentinelle e abbattuto la porta d'ingresso gli attaccanti entrano nella villa, cogliendo di sorpresa i militari tedeschi. Lo scontro è durissimo, in breve tempo viene appiccato un incendio che distrugge l'Ufficio cartografico e il centralino telefonico collegato a Berlino. Restano uccisi militari tedeschi e feriti alcuni partigiani e Sas inglesi, che riescono però all'orario prefissato a ritirarsi come era stato previsto. Missione compiuta.

L'attacco a Villa Rossi scatta con qualche minuto di ritardo sul previsto, salta così l'effetto sorpresa. Attraverso il cancello entrano nel cortile prima e nella casa poi otto Sas e Gufi Neri. Anche qui la reazione tedesca è fortissima, nello scontro sono uccisi alcuni militari tedeschi ma restano sul terreno tre Sas. L’Operazione Tombola ebbe pieno successo: i Comandi tedeschi furono costretti ad abbandonare Botteghe e non riuscirono più a svolgere in pieno la loro attività nella fase finale di attacco alla Linea Gotica. Trasferitisi a Cavriago furono nuovamente colpiti, questa volta con un attacco aereo, il 16 aprile.
A dimostrazione delle cautele che avevano portato ad "Operazione Tombola", il costo umano dell'attacco fu pesante: 13 morti e 30 feriti fra la popolazione civile.
 

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