Gazzetta di Reggio

Reggio

REGGIO EMILIA

Le Reggiane salvate con una bicicletta e ventimila lire

Michele Bellelli
Le Reggiane salvate con una bicicletta e ventimila lire

I soldi e la bici usate per corrompere i genieri tedeschi incaricati di far saltare lo stabilimento

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA Nonostante i danni subiti per i bombardamenti, la dispersione dei suoi macchinari e operai e la produzione al lumicino, le Officine Reggiane erano ancora un obiettivo militare importante, forse il più importante di tutta insieme alla via Emilia. Nei giorni precedenti e successivi alla Liberazione, molte persone si interessano alle sorti della fabbrica: dirigenti, operai, partigiani, ma anche i tedeschi e alleati.

Nella notte fra domenica 22 e lunedi 23 aprile 1945 una squadra di genieri tedeschi prende possesso dello stabilimento con l'ordine di demolirlo con l'esplosivo. L'ingegner Alberto Crovetto prende contatto con i tedeschi per scongiurare la distruzione, mentre la direzione, su richiesta della commissione di fabbrica, decide di anticipare il pagamento di una mensilità a tutti i dipendenti come garanzia nel caso che gli eventi bellici avessero reso impossibile il normale funzionamento delle banche e dell'azienda (il Banco San Geminano e San Prospero mette a disposizione un milione in contanti).

Nella stessa giornata di lunedi 23 un gruppo di operai preleva dagli uffici materiale come macchine da scrivere, pantografi, calcolatrici per sottrarli a eventuali furti e saccheggi. Martedi 24 aprile i genieri rinunciano minare la fabbrica dietro il pagamento di una "mazzetta" di 20.000 lire e una bicicletta e si allontanano dalla città insieme alle ultime truppe tedesche che combattono a colpi di cannone contro gli alleati. La fabbrica è poi occupata da soldati statunitensi il pomeriggio del 25.

Il giorno successivo l'ingegnere delle Reggiane Danilo Corinaldesi (che era rimasto al sud dopo l'8 settembre) si presenta ai dirigenti dell'azienda indossando la divisa da ufficiale della V armata Usa dicendo di far parte di uno speciale reparto incaricato di controllare lo stato di efficienza delle industrie. Sempre il 26 aprile accompagna il direttore tecnico Arnaldo Vischi, quello amministrativo Ferruccio Bellelli e Crovetto a ispezionare lo stabilimento per verificare i danni e le riparazioni più urgenti. La ricostruzione può iniziare.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google