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Niente spesa il 25 Aprile ma la domenica si raddoppia

di Chiara Cabassa
Niente spesa il 25 Aprile ma la domenica si raddoppia

Al Conad Le Vele un cartello annuncia la chiusura nella festività della Liberazione, il giorno dopo il supermercato resta aperto, full-time, dalle 9 alle 19.30

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REGGIO EMILIA. Da un lato il Comune “costretto” a fare saltare il tavolo sulla concertazione delle aperture festive dei supermercati per la “disobbedienza” di alcune catene. Dall’altro i sindacati che avevano preventivamente proclamato uno sciopero contro le aperture durante le festività pasquali e nelle giornate del 25 aprile e del 1° maggio. In mezzo le diverse catene che, mentre si continua a discutere di deregulation con la condanna quasi unanime (a parole) della liberalizzazione selvaggia, si destreggiano tra le ragioni della morale e i diktat del mercato.

A questo fa pensare il cartello affisso all’ingresso del Conad Le Vele dove, se da un lato si annuncia la chiusura nella giornata del 25 aprile, appena sotto si legge che domenica 26 il supermercato resterà aperto. Non solo alla mattina, come accade solitamente nei giorni festivi, ma per l’intera giornata e con orario continuato. “Siamo chiusi il 25 Aprile perché è il 25 Aprile”, si legge a caratteri cubitali. E subito dopo, in tono minimal, “saremo aperti domenica 26 aprile dalle 9 alle 19.30”.

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Tutto in regola, non essendoci regole. Ci mancherebbe. Un “annuncio” ha tutta l’aria di un perfetto compromesso che se da un lato salva le coscienze dall’altro non danneggia la legge del profitto. Mentre i dipendenti si troveranno ad affrontare una giornata lavorativa full-time.

Solo pochi giorni fa, il presidente di Coop Nordest, Paolo Cattabiani, aveva annunciato e spiegato i motivi della chiusura decisa per il 25 aprile così come per il 1° maggio. Invitando i consumatori a dimenticare per quei giorni il carrello della spesa magari per riempirlo con i valori della nostra storia.

Vale la pena ricordare che, nella giornata di Pasquetta, i supermercati aperti avevano fatto il pieno. Alla faccia delle dichiarazioni, da parte degli stessi consumatori magari con il carrello in mano, contrarie alle aperture “eccezionali”. Accade quando la deregulation diventa la regola.

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