«Allarmi e telecamere per fermare i pirati del Po»
Il fenomeno di furti di imbarcazioni e motori è sempre più preoccupante. Le proposte di Infrastrutture Fluviali per cercare di tutelare pescatori e diportisti
BORETTO. Come poter contrastare le incursioni dei pirati del Po? Il problema, lungo il tratto reggiano e mantovano del Grande fiume, si pone ormai da anni ma con il risultato che queste bande di criminali continuano a fare razzia di motori e pescare con metodi illegali.
L’ultimo episodio in ordine di tempo è accaduto a Boretto la scorsa settimana, dove vennero rubati tre motori. A fronte dell’accaduto, il presidente di “Infrastrutture Fluviali” Zelindo Catellani prova a mettere in campo delle soluzioni per tentare di arginare il fenomeno.
«Furti di questo tipo – spiega Catellani – a Boretto non avvenivano da diverso tempo, erano anni che non si registrava un fatto di questo tipo. Davanti al fatto che il fenomeno è purtroppo diffuso, stiamo pensando di migliorare la sicurezza del porto borettese. Abbiamo infatti proposto ai pescatori e a chi dispone di uno spazio per la propria barca di farci carico dell’installazione di un sistema di allarme».
L’idea di massima potrebbe essere quella di un sistema antifurto che possa avvisare telefonicamente i proprietari delle barche in caso di problemi.
«Siamo disposti ad andare incontro alle esigenze di chi frequenta e vive il fiume, nell’ottica di una maggiore sicurezza. E confrontandoci con queste persone, alcune si sono dette disponibili a trascorrere qualche notte in barca in modo da pescare e, allo stesso tempo, sorvegliare la zona».
Nell’area del lido Po, inoltre, sono già in funzione delle telecamere di sicurezza. Il colpo della scorsa settimana ha visto agire una banda partita da Viadana, dove aveva rubato una barca, ha poi raggiunto Boretto dove ha rubato altre tre barche (poi abbandonate) ma portando via i motori. (a.v.)
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