Carte d’identità tra i rifiuti: eccole qui, nella nostra redazione
Reggio Emilia, ci sono anche documenti validi: a quasi un mese dal ritrovamento, ancora nessuna spiegazione ufficiale dall'Anagrafe. Sospetti su una donna
REGGIO EMILIA. Dopo l’avvio delle indagini interne, dal Comune solo un lungo silenzio, per intere settimane. "vedremo, faremo, indagheremo". Nessuna traccia del responsabile, nessun provvedimento. Quante carte d'identità rilasciate dall'Anagrafe di Reggio Emilia sono finite nei cassonetti dell'immondizia? Alcune scadute, altre in corso di validità ma senza permesso d'espatrio, altre ancora scadute. Un caso scandaloso.
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A distanza di circa un mese da quella scoperta, siamo risciuti a ricontattare l'uomo che ha trovato quei documenti: Antonio Candioli, 53 anni. Un clochard, per sua stessa ammissione. Ha accettato di presentarsi in Gazzetta e ci ha consegnato alcuni di quei documenti, che dice di avere trovato in un cassonetto a poca distanza dall'Anagrafe di via Toschi.
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«Perché non le ho restituite al Comune? – spiega – Perchè non è giusto. Non è giusto che io sbaglio e devo pagare fino alla fine e un altro che sbaglia non deve pagare. Soprattutto un ente. Il Comune dovrebbe fare un cestino e bruciarle tutte le carte d’identità così. Si devono tagliuzzare».
Sposato, con due figli. Dice di avere una famiglia in Sudafrica, dove faceva la guardia del corpo. Ed è lì che vorrebbe tornare, ponendo fine ad un rientro sfortunato in Italia, rimasto improvvisamente senza soldi e senza lavoro.
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Nomi, cognomi, indirizzi, date di nascita. Sulle carte di identità che ha ritrovato ci sono i volti e i dati personali di nove persone residenti a Reggio. Manca, invece, il volto di chi ha gettato quei documenti in un bidone. «Quelle carte d’identità sono alla mercè di chiunque. Ho voluto contattarvi perché questo fatto diventi di dominio pubblico. Io sono una persona onesta. Ma se fossi stato disonesto... si fa presto oggi a cancellare i dati con un computer».
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Fino a ieri, il 53enne clochard sembrava essere sparito dalla circolazione. Poi è ricomparso all’improvviso. Possibile che nessuno lo abbia cercato? «Sono stato contattato da una signora, ma non so chi sia. È venuta dove mi trovo sempre, con altre due persone. Ho capito subito che veniva da me. Mi ha dato cinquanta euro. Chi è che ti dà cinquanta euro oggi? Mi ha chiesto se avevo le carte d’identità, ho detto che non le avevo addosso. Se temo di passare guai? Io ho preso solo uno scatolone. E prendere uno scatolone non credo che sia un reato».
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Affermazione inquietante, che fa venire un legittimo sospetto: che quella donna sia la responsabile del pasticcio, e che abbia cercato di tornare in possesso del "corpo di reato".
Il dirigente dell'Ufficio Anagrafe Alberto Bevilacqua aveva promesso un'indagine interna, ma non si è saputo più nulla. Al di là del fatto che la questione è ancora tutta da decifrare, il caso ha creato non poco scompiglio in Comune. Lo stesso sindaco Luca Vecchi ha chiesto chiarimenti. ma non è dato sapere se almeno lui abbia ricevuto una spiegazione plausibile dell'accaduto, che prefigura anche svariati reati penali.
Ecco il ritrovamento in diretta, con il nostro Enrico Rossi a fotografare Antonio, il bidone delle immondizie e le carte d'identità, diverse da quelle consegnateci oggi.
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