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Manager fasulli, Cecilia Masoni salta Civ-Moto3

di Andrea Vaccari
Manager fasulli, Cecilia Masoni salta Civ-Moto3

Su Facebook lo sfogo del padre della giovane pilota: «Tutto in fumo a causa di due personaggi senza scrupoli»

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ALBINEA. È lo sfogo di un genitore amareggiato a far conoscere al mondo delle due ruote la disavventura occorsa alla figlia, truffata da quelli che considerava i suoi manager (riconducibili a una società romagnola) e che invece si sono rivelati degli impostori senza scrupoli.

Maurizio Masoni, padre della 17enne Cecilia, giovane volto del motociclismo italiano, ha affidato a Facebook tutta la sua rabbia per spiegare come il sogno della giovane di poter disputare il campionato italiano Civ-Moto3 con il Team Sic58 (squadra nata dalla voglia di Paolo Simoncelli, padre di Marco, di continuare a coltivare la propria passione in memoria del figlio morto in un incidente in gara) sia stato infranto da due persone che non hanno saputo mantenere gli accordi presi in precedenza. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11284356:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/22/news/i-manager-di-cecilia-masoni-respingono-le-accuse-1.11284356]]

"Per colpa di due (pseudo) manager, per non dire di peggio – scrive Masoni su Facebook – tutto l’accordo è saltato in aria. Da novembre hanno preso in mano la situazione, promettendo mari e monti, prendendo in giro e garantendo già a dicembre di avere tutte le coperture economiche legate a contratti già chiusi con una serie di sponsor, facendo partecipare Cecilia anche a una serie di eventi a spese mie, senza mai tirare fuori un euro e in più aprendo un fan club, facendosi pagare una quota a tessera e incassando loro il denaro".

"Io non so a oggi – prosegue Masoni – quanti contratti di sponsorizzazione abbiano chiuso e quanti soldi abbiano incassato vendendo l’immagine di Cecilia e di Paolo Simoncelli. Già a Misano in occasione dei test non abbiamo girato per colpa loro. Queste persone hanno anche avuto il coraggio di fornire un bonifico risultato poi falso. Non so per quale motivo abbiamo aspettato, incassando solo altre bugie, scuse e perdite di tempo. Purtroppo, siamo arrivati alla settimana decisiva e quindi bisogna assumersi le proprie colpe".

"Io lo faccio, come padre, perché mi sono fidato di persone ignobili. Ma sto raccontando tutto questo anche per mettervi in guardia in quanto, con la proposta di mettere in piedi un docu-reality tipo “Motorhome” (quello a cui ha partecipato Cecilia l’anno scorso, ndr) stanno chiedendo altri soldi in giro, e saranno presenti alle gare del Campionato italiano velocità con un hospitality dove anche qui sicuramente saranno presenti sponsor trovati con il nome di Cecilia".

Con il suo sfogo, Masoni ha anche ringraziato chi ha aspettato fino all’ultimo e chi li ha supportati nella vicenda, da Simoncelli a tutti gli sponsor tecnici. Il contratto con la società romagnola è stato stracciato, e la famiglia si è già mossa per vie legali. «Pensateci bene – conclude – prima di affidarvi a questi personaggi a caccia di denaro».

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