Gazzetta di Reggio

Reggio

Spara in strada, voleva uccidere le nutrie

di Andrea Vaccari
Spara in strada, voleva uccidere le nutrie

Canossa: un 43enne arrestato per porto abusivo di fucile ed esplosioni pericolose, nei guai anche il padre per le armi

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CANOSSA. «Volevo sparare alle nutrie». Si è difeso così il 43enne Marco Busani, residente a Canossa, che domenica è stato arrestato dai carabinieri di San Polo – arrivati sul posto grazie alle segnalazioni di alcuni vicini – con l’accusa di porto abusivo d’armi ed esplosioni pericolose. I fatti risalgono a domenica mattina quando, in un borgo di Canossa, alcuni residenti sono stati turbati da una serie di spari. Difficile che si potesse trattare di qualche cacciatore avventato, in quanto nelle vicinanze si trovano diverse case e la caccia, in questo periodo, è vietata.

Preoccupati, i cittadini hanno dunque allertato la centrale operativa del 112, che ha inviato sul posto una pattuglia dei carabinieri di San Polo. Appresi i fatti, i militari hanno ristretto il campo delle ricerche e hanno concentrato le proprie attenzioni su un 43enne residente nello stesso quartiere, poco lontano dal quale si erano sentiti gli spari. Intorno alle 11 i carabinieri sampolesi hanno dunque proceduto a perquisire l’abitazione di Busani, per vedere se effettivamente fosse in possesso di qualche arma. Dal canto suo, il 43enne sosteneva di essere del tutto estraneo ai fatti, ma la perquisizione lo ha clamorosamente smentito: i carabinieri, al termine delle ricerche condotte nella soffitta di casa, hanno trovato all’interno di un fodero un fucile calibro 12 completo di canna sostitutiva e hanno accertato – dall’odore di esplosivo che proveniva dal fucile – che l’arma era stata utilizzata pochi attimi prima.

Allo stesso tempo, i militari hanno trovato 31 cartucce calibro 12 e una carabina calibro 4,5. Davanti a questa evidenza, l’uomo ha preferito rendersi collaborativo, arrivando a consegnare ai carabinieri altre due cartucce calibro 12, risultate poi essere quelle sparate poco prima, che aveva nascosto in un bidone collocato nel giardino di casa. Ritrovato tutto il materiale, il 43enne ha tentato di giustificarsi spiegando ai carabinieri che la sua volontà era quella di sparare alle nutrie. Ma l’uomo, più che interessato a eliminare fisicamente quegli animali che provocano importanti danni nelle nostre campagne, era risultato essere in condizioni psicologiche alterate dall’uso smodato di bevande alcoliche, fatto che ha ulteriormente peggiorato la sua posizione.

Non ultimo, il 43enne era stato denunciato nel 2010 per gli stessi motivi. Al termine di tutte le procedure i carabinieri lo hanno dunque arrestato con le accuse di porto abusivo di armi ed esplosioni pericolose. A causa della sua condotta, però, ha messo nei guai il padre, detentore (in regola) delle armi che sono state trovate nella soffitta. Per questo, il genitore è stato denunciato per il reato di omessa custodia di armi.

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