Altre telecamere e volontari civili le proposte contro i furti dilaganti
Cavriago: le ricette di forze dell’ordine e sindaco esposte all’assemblea pubblica sulla sicurezza Moltissimi i residenti che hanno partecipato: «Siamo esasperati, non si dica che è solo per la crisi»
CAVRIAGO. «Negli ultimi anni e, in particolare, negli ultimi mesi il problema dei furti e della sicurezza in generale è diventato un’emergenza. È arrivato il momento di parlare di “violenza” fatta ai cittadini. Occorrono leggi più severe nei confronti di chi commette i reati e occorrono più risorse per far sì che si riescano a garantire anche solo i servizi minimi». Non usa mezzi termini il sindaco Paolo Burani, con delega alla sicurezza nell’Unione della Val d’Enza, dopo la scia di furti che ha travolto i negozi e le abitazioni private in paese.
Parole ferme espresse durante un’affollata assemblea pubblica in sala del consiglio, organizzata proprio per parlare del problema furti che preoccupa sempre di più la cittadinanza, ormai esasperata.
All’incontro, tenutosi martedì sera, erano presenti anche il comandante dei carabinieri Sebastiano Lo Pilo e il maresciallo Vincenzo Restivo, il nuovo comandante della municipale della Val d’Enza Cristina Caggiati, e il referente per il distretto 2 della Val d’Enza (che comprende Cavriago) Amato Cabiddu.
«Da trent'anni sono di servizio a Cavriago – ha detto Lo Pilo – e la situazione è cambiata radicalmente. Ma la gente deve aiutarci, segnalando ogni movimento sospetto al 112». E ha consegnato ai cittadini un vademecum dove ad esempio si consiglia di installare dei dispositivi antifurto e di collegarli al 112 (è gratis), di conservare documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro: i primi posti esaminati dai ladri infatti sono armadi, cassetti, vestiti, l’interno dei vasi, quadri, letti e tappeti; di mettete solo il cognome sul citofono per evitare di dare il numero preciso di inquilini; di cercare di conoscere i vicini.
La parola poi alla Caggiati, diventata comandante della municipale il 2 febbraio. Ha annunciato diverse attività che intende attuare nel 2015, come la videosorveglianza “intelligente” su tutte le porte di accesso ai paesi della Val d'Enza».
Poi intende avvalersi di “assistenti civici”, ovvero di «associazioni di volontariato, da formare, che si occupino di presidiare alcune zone cruciali: non si tratta di ronde, sia chiaro, anche perché nei pressi c’è sempre una volante». In entrambi i casi ci sono già state delle sperimentazioni: «Sono state installate già due telecamere e a Montecchio ha funzionato la presenza degli Alpini di Cavriago davanti all’ospedale per contrastare la presenza di persone che, con insistenza, chiedono l’elemosina». Non è tutto. «Rivedrete il personale girare di più a piedi – ha continuato – e sto pensando di attivare una forma di assistenza psicologica per le vittime dei furti in Val d’Enza».
Inoltre, è emerso il problema che sia i carabinieri che la municipale sono sotto organico e ciò si ripercuote inevitabilmente sui pattugliamenti. È stato evidenziato che rispetto a un tempo «non c’è più orario per i furti» ed è stato detto che con l’apertura del nuovo casello i colpi sono aumentati. Ecco che, ha annunciato sempre la Caggiati, «si sta pensando all’installazione di telecamere al casello».
Diversi gli interventi dei cittadini. La titolare del negozio di profumi “Bolle Blu”, che ha subito cinque furti dall’inizio dell’anno, ha detto: «Non accetto che l’aumento dei furti venga attribuito a un momento di crisi e voglio pene più severe». E ha domandato: «Se io un domani sono costretta a chiudere la mia attività, allora sono giustificata a rubare?».
Una residente in via Terenziani Poletti (dove i ladri sono stati in varie abitazioni e garage), ha chiesto «maggiori controlli nella zona». Il sindaco Burani, infine, ha promesso un futuro incontro e ha annunciato la creazione di un tavolo sulla sicurezza in paese.
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