Il Movimento 5 stelle lancia l’allarme: «Iren è solo Torino»
I consiglieri grillini a Parma (senza Pizzarotti) denunciano «L’azienda ormai investe solo sul capoluogo piemontese»
PARMA. «La gestione di Iren è molto sbilanciata a favore del Comune di Torino, mentre l’Emilia viene considerata come un territorio dove drenare risorse a favore del capoluogo piemontese».
E’ quanto sostengono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Reggio, Parma e Piacenza, che ieri si sono incontrati nel Comune guidato da Federico Pizzarotti (ma il sindaco era assente) per criticare le politiche d’investimento della multiutility.
«Iren in questo momento è torinocentrica - dice Alessandra Guatteri, presidente della commissione Bilancio del Comune di Reggio -. Al 31 dicembre 2014 risulta che la multiutility abbia 152 milioni di euro di crediti commerciali nei confronti di Torino, ai quali si sommano 51 milioni di crediti finanziari».
Nello stesso bilancio si legge che Reggio ha un debito commerciale di quasi 6 milioni, Piacenza di 3,5 e Genova di 8,2. Nessun’altra città, tranne Torino, inoltre ha ricevuto prestiti da parte di Iren.
«I debiti commerciali di Parma nei confronti di Iren - aggiunge Marco Vagnozzi, presidente del consiglio comunale della città d’Oltr’Enza - ammontano a 14,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 19 milioni di giugno 2014. Torino nello stesso periodo è passata da 50 milioni a ben 152».
I consiglieri del Movimento 5 Stelle temono che i rapporti di forza in campo possano ulteriormente sbilanciarsi, dato che Parma sta per uscire dal patto di sindacato emiliano, in quanto le quote di Iren detenute dalla sua partecipata Stt Holding sono state date in pegno alle banche.
«Non è escluso che anche Piacenza - dice il consigliere comunale Andrea Gabbiani - possa abbandonare Iren, secondo indiscrezioni insistenti che circolano da tempo, anche se in proposito mancano atti ufficiali».
I consiglieri 5 Stelle hanno inoltre espresso perplessità per le operazioni d’investimento sul territorio reggiano di Iren Rinnovabili, detenuta al 70% da Iren Ambiente e al 30% dal Ccpl. La società investirà 5,5 milioni di euro per acquistare i capannoni 17 e 18 delle ex Reggiane e a dicembre ha acquistato dal Ccpl la maggioranza del pacchetto azionario dello Studio Alfa.
«Noi abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà a queste operazioni - dice la consigliera Guatteri - e abbiamo chiesto da dove provenissero i soldi per questo shopping di Iren Rinnovabili, senza che ci fosse mai detto. Il sospetto è che provengono dalle bollette pagate dai cittadini emiliani. Nel bilancio 2014 emerge che la posizione debitoria di Iren Rinnovabili verso il Gruppo Iren è di 33 milioni di euro». Per i grillini dunque Iren favorisce Torino a discapito dell’Emilia e privilegia Reggio a discapito delle altre realtà emiliane. «Se la mission di Iren Rinnovabili è riqualificare zone cittadine - dice Marco Vagnozzi - allora potrebbe farlo anche a Parma. Con 30 milioni di euro potrebbe entrare in Stt Holding e riqualificare energeticamente varie zone. Ma soprattutto un investimento del genere permetterebbe al Comune e Stt di non dover vendere le azioni e a Parma di restare nel patto emiliano».
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