La lotta paese per paese, l'eroismo dei partigiani
Le truppe tedesche e i fascisti furono protagonisti di una ritirata sanguinosa, tante furono le vittime in provincia
REGGIO EMILIA Nel Reggiano l'esercito tedesco in ritirata prese essenzialmente due direttrici: la via Emilia verso ovest – Rubiera è libera nella notte del 23 – e la pedemontana, seguendo il tragitto, approssimativo, Veggia - Casalgrande - Albinea - Quattro Castella - Bibbiano - Montecchio. Con la statale 63 fatta saltare dai partigiani agli Schiocchi di Collagna, i tedeschi in ritirata dalla Linea Gotica dovettero, infatti, valicare l'Appennino dalla statale 12 dell'Abetone, nel Modenese. Dal 23 aprile tutti i presidi nazifascisti sulla statale 63 fra il Cerreto e Casina erano sgombri e il 24 i paesi tutti occupati da reparti delle Brigate Garibaldi e delle Sap montagna.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11284814:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11284814:1649436981/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Da est, la liberazione raggiunse Castellarano, Casalgrande e Scandiano nella serata del 23 aprile dove si insediarono i rispettivi Cln. A Scandiano, alla luce delle candele, fu redatto il primo manifesto pubblico non clandestino. Era datato: Municipio notte del 23 aprile 1945.
Le truppe in rotta andavano concentrandosi nel triangolo Bibbiano - Cavriago - Montecchio, con l'obiettivo di passare l'Enza. La caotica, incandescente ma soprattutto pericolosa situazione non impedì a Bibbiano, il mattino del 23 aprile, di trovarsi liberata. La popolazione era entusiasta. Ma la sorpresa avvenne verso la mezzanotte quando le postazioni partigiane furono attaccate dai tedeschi in ritirata che rioccuparono il paese per tutto il 24. Dopo vessazioni e ruberie ripresero la ritirata verso il nord. Solo all'alba del 25 aprile apparvero i primi carri armati alleati. Entrarono a Bibbiano salutati festosamente. Da Quattro Castella i tedeschi se ne erano già andati nella notte del 23.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11284123:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/04/22/fotogalleria/i-partigiani-i-protagonisti-della-vittoria-contro-i-fascisti-e-gli-occupanti-tedeschi-1.11284123]]
Le truppe tedesche che stavano percorrendo la via Emilia da Pieve Modolena a Sant'Ilario erano costrette a deviare verso il Po. Frantumate dal mitragliamento dell'aviazione alleata e dagli scontri con le formazioni partigiane, bloccate dai ponti distrutti e disorientate nella marcia dall'inversione dei cartelli stradali, si disperdevano nella pianura. Emblematica di questa situazione è la liberazione di Poviglio.
Il 24 aprile gappisti e sappisti entrarono in paese tra l'entusiasmo popolare, quando una grossa colonna tedesca piombò sul paese per aprirsi il passaggio verso il Po. Scoppiò un combattimento che si concluse nel pomeriggio con il sopraggiungere degli americani. Anche nel territorio di Castelnovo Sotto, tra il 23 e il 24 aprile, transitarono truppe germaniche. All'alba del 25 una di queste colonne occupò la Rocca che abbandonò all'arrivo degli alleati.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11284815:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11284815:1649436982/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Anche la pianura di nord est fu investita, seppur in misura minore, dai nazisti in fuga. Rolo era libera il 22. All'alba del 23 i partigiani entravano in Novellara. A Correggio i tedeschi avevano abbandonato il presidio e altrettanto si apprestavano a fare i fascisti. A creare i rischi più gravi erano le truppe provenienti dal Modenese che transitavano per le strade in direzione del Po. Come accade a Canolo il 23: nove persone festosamente raggruppatesi per inneggiare ai liberatori, furono massacrate da un reparto di tedeschi in ritirata. Il 24 finalmente Correggio era libera.
A Guastalla gli alleati giunsero alle 10.30 del 24 aprile. Quel giorno sulla riva destra del Po, da Brescello a Luzzara, vi era ammassato il grosso delle truppe tedesche. I paesi erano liberati ma la gente, nonostante avvenissero ancora scontri, manifestava nelle strade. A Luzzara, il 24 aprile, sventolavano i «colori dell'insurrezione, molto tricolore e anche molto rosso. Alcuni fascisti – come scriveva Rolando Cavandoli – tra i più feroci furono presi e giustiziati in quei giorni di resa dei conti, altri riuscirono a eclissarsi, altri ancora furono consegnati alle nuove autorità democratiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
