Cisl: un bonus di mille euro per aiutare le famiglie in crisi
REGGIO EMILIA. Nelle ore in cui desta clamore il dato sulle 40 vendite di case pignorate all’asta ogni mese da parte dell’Ivg di Reggio o dei dati sulla difficile risalita economica, a fronte di...
REGGIO EMILIA. Nelle ore in cui desta clamore il dato sulle 40 vendite di case pignorate all’asta ogni mese da parte dell’Ivg di Reggio o dei dati sulla difficile risalita economica, a fronte di famiglie (eclatante il caso di via Turri dove sono state staccate 450 utenze) o della scoperta di evasione totale, giunge dalla Cisl la proposta di un fisco più equo. Contributo di mille euro l’anno a tutti i lavoratori, i pensionati, gli incapienti; tetto massimo complessivo di tassazione nazionale e locale; rimodulazione della tassazione sugli immobili con l’esenzione completa per la prima casa; un’azione incisiva di lotta all’evasione fiscale, un’operazione redistributiva della ricchezza, tassando le grandi ricchezze finanziarie e immobiliari e un sostegno concreto alla famiglia con un Nuovo Assegno Familiare (Naf). Sono questi i cinque obiettivi principali del progetto di legge di iniziativa popolare della Cisl per cui è avviata la raccolta firme nel segno dell’hashtag #firmalacrescita. Si inizia alla Festa dei Diritti a Correggio il 25 aprile, pomeriggio e sera.
«Il caso reggiano, che ha la sua forza anche nel manifatturiero (export che non si traduce in occupazione), nei servizi (che guardano a Expo) e nell’agricoltura (in forte crisi il settore) è quello di una provincia che ha gli strumenti per ripartire ma non decolla - osserva Margherita Salvioli Mariani, segretaria della Cisl reggiana -. Questo a fronte delle straordinarie immissioni di liquidità nel sistema, al deprezzamento dell’euro, al basso costo del denaro. E’ quindi del tutto legittimo pensare che i tempi della politica non siano compatibili con l’aumento dei disoccupati, dei giovani esclusi dal lavoro, dei nuovi poveri che, dal 2008, sono costantemente cresciuti, soprattutto nelle zone più fragili come in Appennino, nel distretto rivierasco o nei quartieri poveri della città. Dopo sette anni di crisi c’è bisogno di risposte certe, immediate e concrete». «Se non riparte un vigoroso ciclo di crescita - aggiunge la segretaria - la lacerazione sociale, ormai giunta al livello di guardia, può far crescere il conflitto sociale e la crisi della stessa democrazia. Per queste ragioni la Cisl ritiene necessario offrire il proprio contributo al rafforzamento dei redditi dei lavoratori, dei pensionati, dei consumi e alla ripresa della crescita».
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