È caccia alla donna del mistero che ha cercato il clochard
La donna del mistero. Sarà questo uno dei punti sul quale fare luce. Verificare se davvero il 53enne senzatetto, Antonio Candioli, sia stato avvicinato da una donna che gli avrebbe dato 50 euro per...
La donna del mistero. Sarà questo uno dei punti sul quale fare luce. Verificare se davvero il 53enne senzatetto, Antonio Candioli, sia stato avvicinato da una donna che gli avrebbe dato 50 euro per entrare in possesso delle carte d’identità che il clochard stesso ha ritrovato nel cassonetto. Una ricostruzione su cui lavoreranno non solo le forze dell’ordine, ma anche il Comune. «Cosa penso di questo episodio? - spiega Bevilacqua - Si tratta di un’affermazione di un fatto penale di cui solo chi lo ha riferito è a conoscenza. Ma è una dichiarazione offensiva verso chi lavora in questi uffici. Qui ci sono più di trenta donne. Non è corretto affermare che si sarebbe verificata un’ipotesi di corruzione che non è provata da nessuno».
Il rischio vero collegato a quelle carte, però, è stato la contraffazione. Un rischio venuto meno ora che le carte d’identità sono finite nelle mani sicure dei carabinieri. Secondo Bevilacqua, il rischio contraffazione riguarda soprattutto le carte bianche, quelle ancora da compilare, su cui si concentrano le mire della criminalità «Non è vero che basta un computer per modificare le carte usate – aggiunge il dirigente – l’unico rischio è la sostituzione della foto». Un rischio non da poco: «Nel momento in cui si procede con un nuovo documento di identità, i nuovi dati vengono inseriti in un data base rendendo inutilizzabili i vecchi. Se si arriva ad una dogana con una carta vecchia, alla quale è stata modificata solo la foto, le forze dell’ordine sanno che quella vecchia non è più valida, anche se reca la scritta di validità».
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