Edilizia, in dieci anni calo del 65%
La crisi del settore in commissione. Pratissoli: «Puntare sulla riqualificazione»
REGGIO EMILIA. «Dal 2005 ad oggi a Reggio i permessi a costruire sono diminuiti del 65% e i metri quadri costruiti dell’80%». Sono due dati che fotografano in modo drammatico il crollo subito dall’edilizia in città e che sono stati forniti ieri dall’assessore comunale Alex Pratissoli nel corso di una seduta della commissione Sviluppo, dedicata alla crisi del settore. «Ma dobbiamo renderci conto - ha proseguito l’assessore - che non ci saranno più, per fortuna, le condizioni per tornare ai livelli del passato, perché quello sviluppo era basato su un modello insostenibile dal punto di vista ambientale e legale». In commissione hanno preso la parola alcuni esponenti delle associazioni di categoria, che hanno fatto il punto della situazione. Matteo Vezzani di Confartigianato ha detto che la crisi «si è portata via un terzo delle nostre imprese edili» e ha sottolineato la gravità del fenomeno «dei lunghi tempi di pagamento da parte del pubblico e sempre di più anche del privato».
Marco Pieracci, del collegio dei geometri, ha parlato di «una lotta per accaparrasi la clientela» e di un concorrenza spinta all’estremo dall’abolizione delle tariffe minime. Bruno Marconi dell’Associazione industriali ha sottolineato che la ripresa che in altri settori si inizia vedere non si palesa ancora nell’edilizia. Luca Bosi di Legacoop, ha invitato all’autocritica e ha detto che è stato «un errore aver appoggiato la dinamica immobiliare partita dalla seconda metà degli anni ’90 a Reggio», perché una volta scoppiata la bolla le imprese si sono trovate in un vicolo cieco, «ed esser dei colossi si è trasformato in una condanna». Bosi ha poi puntato il dito sulla pratica degli appalti al massimo ribasso, annunciando che «Legacoop non parteciperà più a queste gare e denuncerà le amministrazioni che vi fanno ricorso». Tutti d’accordo sul fatto che l’edilizia deve puntare sulla riqualificazione dell’esistente, a partire dal patrimonio scolastico.
In questo quadro a tinte fosche esistono comunque delle realtà che stanno reagendo alle mutate condizioni del mercato: ad esempio quelle specializzate sono in grado di cogliere le opportunità provenienti dai mercati esteri.
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