Majorca: l’Inps non versa la cig, le banche battono cassa
SCANDIANO. Un ritardo di mesi dell’Inps, le banche che premono per riavere i soldi anticipati. E nel mezzo gli ex dipendenti della Majorca. È un momento di ulteriori preoccupazioni per chi ha...
SCANDIANO. Un ritardo di mesi dell’Inps, le banche che premono per riavere i soldi anticipati. E nel mezzo gli ex dipendenti della Majorca. È un momento di ulteriori preoccupazioni per chi ha lavorato nella storica ceramica scandianese, chiusa dal maggio scorso e ora ufficialmente fallita, con le prime aste per l’acquisto cadute deserte.
E si parla di almeno una settantina di persone, fra donne e uomini. Il nuovo guaio riguarda il periodo che va dal maggio all’ottobre 2014, quando l’azienda ha richiesto e ottenuto la cassa integrazione straordinaria. Come possibile grazie a una convenzione nazionale, per ottenere sin dai primi mesi il versamento della cassa integrazione, si è chiesto che fossero le banche dei singoli lavoratori ad anticipare le somme dovute. In un secondo momento, l’Inps avrebbe direttamente rimborsato gli istituti di credito, e chi si era trovato a casa non avrebbe dovuto aspettare per avere almeno l’ammortizzatore sociale.
Ma da ottobre, con le procedure per il concordato preventivo e poi il fallimento, la cassa integrazione straordinaria si è conclusa, e dopo la firma di licenziamento le maestranze sono entrate in mobilità.
A marzo, però, la grana. Le varie banche hanno iniziato a chiamare i dipendenti Majorca loro correntisti, facendo presente che dall’Inps non era arrivato neppure un euro, e chiedendo direttamente ai lavoratori di ripianare la somma anticipata, che oscilla per molti fra i 3 e i 4mila euro.
Cosa è successo? Per delle complicazioni burocratiche ancora non risolte, l’Inps non ha completato la procedura richiesta, e i suoi pagamenti alle banche ancora sono fermi. La questione si sarebbe dovuta risolvere proprio in questi giorni, ma nella pratica non si è mosso nulla, e anzi, le ultime informazioni complicano ulteriormente la questione.
L’Inps - a quanto si è capito dalle spiegazioni richieste - non coprirà in una volta sola la cifra dovuta, ma in tre parti, da due mesi l’una. Prima pagherà la cassa integrazione per maggio e giugno, poi quella di luglio e agosto e infine quella di settembre e ottobre.
Peccato che le banche, ai loro correnti, chiedano invece il rientro dell’intera somma anticipata, e non delle porzioni “bimensili”. Una situazione di incertezza che sta comprensibilmente preoccupando i lavoratori Majorca, anche perché gli istituti di credito stanno adottando politiche molte differenti fra loro.
E per alcune banche che hanno scelto comunque la via del dialogo, trovando accordi singoli, ve ne sono altre che invece hanno avviato una pressione piuttosto intensa. E adesso qualcuno teme anche che la somma mancante venga prelevata d’ufficio dal conto corrente, se la questione non si sblocca. (adr.ar.)
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