«Nessuno ha rubato sogni a Cecilia Masoni»
Albinea: la società Comunika Srl respinge le accuse del padre della giovane motociclista reggiana
ALBINEA. Dopo lo sfogo di Maurizio Masoni, arriva a stretto giro di posta la risposta da parte di Comunika srl, la società che il padre della giovane motociclista reggiana Cecilia ha accusato di un comportamento scorretto, in seguito al quale la ragazza non potrà prendere parte al Civ, campionato italiano di velocità Moto 3.
Attraverso una risposta scritta, la società con sede a Cattolica (Rimini) ha respinto le accuse e preso le distanze dalle dichiarazioni di Masoni, fornendo la propria versione dei fatti e partendo da una constatazione: «Il progetto di portare Cecilia in sella a una moto del team Sic58 non è riuscito. Di questo siamo umanamente e professionalmente molto dispiaciuti – si legge nella nota della Comunika Srl – ma non è verità raccontare che Cecilia non corra il campionato a causa di “sciacalli” che rubano sogni a una ragazzina».
«Non entriamo nei motivi che spingono un genitore a sentirsi autorizzato a difendere oltre modo la propria figlia – aggiungono dalla Comunika Srl – ci sentiamo però in dovere di replicare a offese personali. Signor Maurizio, la sua lettera accorata ha letteralmente spazzato via il lavoro che la società stava svolgendo in altre attività non connesse all’immagine di Cecilia. Lavoro assolutamente lecito e trasparente. La sua lettera-denuncia è esclusivamente emozionale, nasce senza il conforto di alcuna verifica economica e finanziaria dell’operatività in nome di Cecilia e trascende spietatamente in una ricostruzione dei fatti confusa, senza un minimo accenno al cordiale rapporto che ha animato tutta la fase iniziale del progetto, che lei è stato ben lieto di accettare in quanto si trattava dell’unico progetto proposto quest’anno a vostra figlia».
I manager che hanno preso in mano il contratto di Cecilia Masoni, motociclista 17enne di Albinea, rifiutano l'etichetta di “sciacalli” e offrono la loro ricostruzione degli eventi.
Poi arrivano al cuore della vicenda: «Il fatto, il vero problema, è che i fondi necessari per far correre la pilota non sono stati interamente trovati e le clausole contrattuali del contratto stipulato con il team Sic58, per estrema serietà del team nei confronti degli altri piloti (parole del signor Paolo Simoncelli), non è stato possibile modificarle e armonizzarle ai risultati conseguiti. A livello finanziario, il poco che è stato incassato è stato integralmente versato al team Sic58 quale acconto e per l’iscrizione della pilota al Campionato italiano velocità».
«Il signor Masoni, nel presentare le proprie scuse di padre ai followers, parla di pseudomanager, persone ignobili, sciacalli in cerca di denaro facile – conclude la Comunika Srl – Siamo le uniche persone che hanno provato a far correre la pilota cercando di realizzare il suo sogno, l’alternativa era la certezza di guardare la gare dalle tribune, e non abbiamo in alcun modo impedito nè il rapporto diretto con il team Sic58 nè qualunque altra eventuale opportunità».
La società comunica infine di aver intrapreso un’azione legale nei confronti di Masoni. Chi la spunterà?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’INTERVENTO INTEGRALE
DELLA COMUNIKA SRL SUL SITO
www.gazzettadireggio.it
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