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Bullismo, sgominata baby gang

Bullismo, sgominata baby gang

Fermati dai carabinieri quattro minorenni che rapinavano studenti fuori dalle scuole. Dopo i colpi esibivano i "trofei" sui social network

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REGGIO EMILIA. Le indagini dei carabinieri della Stazione di Reggio Emilia Santa Croce hanno posto fine alla paura che regnava tra gli studenti alla fine delle lezioni, spesso rapinati da quattro bulli minorenni. 

I quattro giovani li attendevano all’uscita dei sottopassi, rapinandoli di qualunque cosa avessero: denaro, cellulari e indumenti di  marca.  I quattro ragazzini, che si divertivano a deridere le giovani vittime che circondavano sbeffeggiandole, dopo i colpi mostravano i “trofei” direttamente sui social network per esaltare le loro imprese criminali.

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La Procura presso il Tribunale per i minorenni concordando con le indagini dei carabinieri ha richiesto ed ottenuto dal gip i provvedimenti restrittivi di natura cautelare, eseguiti dai carabinieri, che hanno collocato in comunità i quattro giovani indagati.

Le indagini prendono spunto dall'acquisizione di filmati di videosorveglianza, in corrispondenza di una della rapina denunciate. Secondo i carabinieri, i quattro ragazzi costituivano una banda organizzata e precisa nella commissione dei colpi. Ogni rapina era preceduta da un sopralluogo. 

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I carabinieri hanno iniziato a scandagliare tutti i soggetti controllati nei giorni precedenti la rapina. Le attenzioni si sono concentrate su uno dei minori poi arrestati, monitorando con attente ricerche sui social il proprio profilo Facebook, i contatti, gli interessi e le amicizie. Tra i vari “amici di Facebook”, viene rintracciato un soggetto che proprio il giorno della rapina pubblica una foto in cui indossava gli stessi indumenti ripresi dalle telecamere.

Di qui le indagini prendono piede identificando tutti gli altri componenti. Attraverso il coordinamento della Procura, sulla base di perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno recuperato parte della refurtiva. Fra questi, gli stessi indumenti utilizzati durante le rapine e ripresi dal sistema di videosorveglianza.

Ma è al momento dell’individuazione fotografica degli autori da parte della vittima che emerge un colpo di scena.  La vittima rivedendo il filmato della rapina riconosce gli autori del reato ma non si identifica nel rapinato, tuttora ignoto; la sua rapina era stata compiuta 5 minuti dopo e 50 metri più avanti, in un raggio d’azione non coperto dalla videosorveglianza. Una coincidenza fortunata per gli investigatori, meno per i giovani bulli, grazie alla quale le indagini hanno potuto portare all’individuazione dei reati e veri rapinatori.

Una coincidenza comunque che ha portato i militari di via Adua a considerare la concreta possibilità che, oltre ai colpi scoperti, ce ne siano molti altri che per paura di ritorsioni le giovani vittime hanno deciso di non denunciare. Su questa strada si stanno ora indirizzando le indagini dei carabinieri per cercare di risalire alla reale portata dei compiuti dai quattro baby clown che ora, molto probabilmente, non avranno altre vittime con cui divertirsi.

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