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Il padre lo trova con l’eroina e chiama il 112

Il padre lo trova con l’eroina e chiama il 112

Quando arrivano i carabinieri scoprono 221 grammi di sostanza, per il 27enne scattano le manette

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REGGIO EMILIA. E’ stato il padre a chiamare i carabinieri quando, alle 5 del mattino, ha sorpreso in camera da letto il figlio intento a fumare eroina. Una scena che deve aver esasperato un disagio antico, al punto da chiedere aiuto al 112.

E’ quello che è successo ieri mattina. Ma la conseguenza è stata che il giovane, 28 anni di origine albanese, è stato arrestato. E il giudice, in attesa del processo, ha deciso che per ora debba rimanere in carcere.

Quando i militari del Nucleo radiomobile della compagnia di Reggio sono intervenuti, il giovane è stato trovato in possesso di due palline di eroina di circa un grammo: era parte della sostanza che già stava fumando. Non sembrava esserci dell’altro. I militari hanno chiesto i documenti al ragazzo, ma poi trovando un mazzo di chiavi dell’auto che era parcheggiata nel cortile di casa sono andati a cercarli nella vettura.

Poteva finire tutto lì, con una segnalazione o una denuncia, e un intervento per riappacificare la famiglia, ma dentro l’auto i carabinieri hanno trovato qualcosa: 221 grammi di altra eroina, chiusa in un involucro, appoggiata sul sedile, lato passeggero.

A quel punto, la situazione del ragazzo si è aggravata. E il passo fino alla caserma dei carabinieri di corso Cairoli è stato breve. Qui, al termine delle formalità di rito, sono scattate le manette per il giovane disoccupato da qualche tempo.

Ieri mattina, per lui si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Andrea Rat.

Il giovane, difeso dall’avvocatessa Annalisa Bassi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice Rat ha convalidato l’arresto, ma per il momento ha disposto per il 28enne la misura della custodia in carcere data la mole di droga sequestrata, ma anche a causa di come è maturato l’arresto: per ora, i domiciliari a casa della famiglia non sembrano la soluzione migliore. Anche se l’avvocatessa è pronta a chiedere che per lui il carcere venga convertito con i domiciliari, grazie a una dichiarazione scritta della famiglia.

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