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il caso canossa

Insulti su Facebook alla Lucarelli: Grasselli si ritira

di Evaristo Sparvieri
Insulti su Facebook alla Lucarelli: Grasselli si ritira

Mea culpa nel direttivo provinciale per la figuraccia sul web, ora nel paese è sfida a tre. Tempi strettissimi per trovare un nuovo candidato sindaco

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CANOSSA. Nessuna espulsione dal partito, la recita di un misero “mea culpa” e la decisione di ritirarsi dalla corsa per le amministrative, aprendo così una sfida a tre per la candidatura a sindaco. Prima di scrivere un commento su un social network, adesso il leghista Giuseppe Grasselli ci penserà almeno due volte. È questo infatti l’esito della riunione del direttivo provinciale del Carroccio, che si è riunito in fretta e furia giovedì sera, nella sede di via dell’Aeronautica a Reggio, per rimediare a quella che solo eufemisticamente può essere considerata la “figuraccia” del suo ormai ex candidato sindaco di Canossa, Giuseppe Grasselli.

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“Zitta, puttana”. Due parole che Grasselli ha postato sul gruppo Facebook “Sei della Lega se...”, indirizzate alla giornalista, Selvaggia Lucarelli, che in diretta radiofonica ha poi telefonato al leghista pretendendo giustamente le scuse. Il commento del leghista riguardava un precedente post della stessa Lucarelli sulla strage di migranti nel canale di Sicilia, con un’immagine di una bambina morta annegata e un riferimento a Salvini.

Gli esponenti locali del Carroccio si sono subito dissociati dalle parole di Grasselli, decidendo di convocare seduta stante il direttivo provinciale. Ma chi si aspettava di assistere ad un processo verso l’ex candidato sindaco è rimasto deluso. Davanti a una ventina di esponenti della Lega, fra i quali anche il segretario provinciale, Gianluca Vinci, e quello nazionale, Fabio Rainieri, Grasselli ha provato a giustificare le sue parole, affermando di aver ritenuto offensiva nei confronti della Lega la frase pubblicata su Facebook dalla Lucarelli.

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L’ex candidato ha tuttavia ammesso di aver commesso un grave errore, aggiungendo di aver perso la testa anche per motivi personali. Di qui la decisione di ritirarsi dalla corsa per le amministrative, in modo da non lasciare agli avversari la possibilità di strumentalizzare l’episodio in campagna elettorale. Nei confronti di Grasselli, il direttivo ha deciso di non prendere nessun provvedimento disciplinare, dal momento che per statuto possono essere puniti solo coloro che offendono direttamente il partito. La riunione del direttivo è durata circa due ore, dalle 20.30 alle 22.30. Al termine dell’incontro, è stata individuata una rosa di possibili sostituti per la candidatura a sindaco. Dalla Lega fanno sapere che la corsa sembra riservata a tre persone: una donna, un outsider e un veterano.

Il voto è previsto il 17 maggio prossimo. E adesso per il Carroccio la bisognerà ricominciare daccapo la raccolta delle firme, con tempi strettissimi. Ma se per Grasselli il “tribunale” del Carroccio è stato clemente, non è detto che lo sia stata anche sua moglie, Marina Carpanoni. Proprio la moglie aveva lasciato sempre su Facebook un commento inequivocabile, bacchettando il marito: «Che figura di merda!». Parole che sono state all’origine di un ennesimo post, questa volta della Lucarelli, che è tornata a scrivere su Facebook della vicenda: «La signora Marina, moglie del leghista di “Zitta puttana” a cui ho telefonato ieri che lo cazzia pubblicamente su Facebook, è il mio nuovo idolo».

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