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il rapporto ISTAT-CNEL

Redditi, le famiglie di Reggio le più "povere" in Emilia

redazione web
Redditi, le famiglie di Reggio le più "povere" in Emilia

Fra le quattro città dell'Emilia-Romagna che hanno partecipato al progetto Urbes, abbiamo ha il redditto medio più basso. Ecco i risultati del rapporto "Il benessere equo e sostenibile nelle città"

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REGGIO EMILIA. I più poveri della regione. O meglio, i più poveri fra le quattro realtà emiliano-romagnole che partecipano al progetto Urbes, il rapporto su "Il benessere equo e sostenibile nelle città" realizzato da Istat e Cnel, giunto quest’anno alla seconda edizione. Una panoramica multidimensionale dello stato e delle tendenze del benessere nelle diverse realtà urbane.

Mobilità sostenibile, refezione scolastica, gestione dei rifiuti, gestione comunale dei servizi. Ma anche coinvolgimento dei minorenni e dei cittadini non comunitari alla partecipazione politica, mercato del lavoro, distribuzione del reddito e micro-criminalità.

Il secondo rapporto "Il benessere equo e sostenibile nelle città" Per scaricarlo, cliccate sulla freccetta in basso accanto alla scritta Scribd. Se volete zoomare, cliccate sulla lente d'ingrandimento con il segno più. Se volete aprirlo in una nuova finestra a schermo intero per visualizzarla meglio, cliccate sul rettangolo in basso a destra.

Sono 64 gli indicatori dell’indagine, per una fotografia che riguarda 29 città italiane, fra le quali 14 città metropolitane, tracciando un panorama che segna una spaccatura fra realtà meridionali e realtà del Centro Nord. Con qualche sorpresa.

Con un reddito medio di 19.669 euro per famiglia, la provincia di Reggio Emilia risulta la più povera fra le quattro realtà emiliano-romagnole che partecipano al progetto. A Parma il reddito disponibile per famiglia raggiunge infatti i 21.451 euro, salendo a 21.481 euro di Forlì-Cesena e a 23.771 di Bologna.
A livello occupazionale, il tasso provinciale è pari al 71,4%, esattamente come Forlì-Cesena. Meglio di noi, ancora una volta, Parma (73,2%) e Bologna (72,3%).

E se tradizionalmente Reggio era considerata la capitale internazionale dell’infanzia, la classifica Urbes sancisce che anche questo primato non ci appartiene più: le prese in carico per i servizi comunali per l’infanzia, a livello nazionale, vedono infatti spiccare Bologna (36,5%), seguita da Prato (27,6%). Solo terzo posto per Reggio, che non supera il 27%.

La scheda del Comune di Reggio Emilia. Per scaricarlo, cliccate sulla freccetta in basso accanto alla scritta Scribd. Se volete zoomare, cliccate sulla lente d'ingrandimento con il segno più. Se volete aprirlo in una nuova finestra a schermo intero per visualizzarla meglio, cliccate sul rettangolo in basso a destra.

Sul fronte della sicurezza, su dati 2012, Reggio Emilia è la provincia con il più alto tasso di omicidi del nord Italia: uno ogni 100.000 abitanti. Peggio di noi solo realtà meridionali come Reggio Calabria (4,5 su 100.000 abitanti), Napoli (2 su 100.000), Bari (1,5 su 100.000) e Catanzaro (1,4) e Catania (1,1).

Realtà dove, paradossalmente, il tasso di furti in abitazione tuttavia è decisamente in inferiore alle località del centro-nord. Qualche esempio? A Reggio Emilia il tasso è di 533,1 furti ogni 100.000 abitanti. A Reggio Calabria  non supera i 190,9. Fra le quattro province emiliano-romagnole, tuttavia, c’è chi se la passa peggio: a Parma il tasso è 593,6, a Bologna 551,1, a Forlì Cesena 533,8.    
 

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