Pestato a sangue nello studio, ricoverato un geometra
L’episodio giovedì mattina in via Crispi. Giordano Caselli finisce al maxillo-facciale di Parma con il naso e lo zigomo rotti. I carabinieri rintracciano il presunto aggressore e avviano le indagini
CARPINETI Pugni, calci, il naso e lo zigomo rotti, una costola incrinata. Un’aggressione davvero violentissima, improvvisa quanto feroce, quella subita ieri mattina dal geometra Giordano Caselli nel suo studio in via Crispi a Carpineti, nel centro del paese.
Un altro geometra, che opera anche lui nella zona, era nell’ufficio – che Caselli divide con un collega – per una discussione, diventata piuttosto agitata. In un primo momento quest’altro geometra è uscito in strada, poi, appena il collega di Caselli si è a propria volta allontanato, è rientrato ed ha colpito violentemente lo stesso Caselli, con pugni al volto che hanno fatto cadere l’aggredito. Una volta a terra, l’aggressore ha continuato a picchiarlo con parecchi calci che hanno provocato anche una costola incrinata, prima di andarsene in gran fretta.
Pochi minuti dopo Caselli è stato trovato accasciato, fra chiazze di sangue. Sono stati subito avvisati i sanitari e i carabinieri, e il geometra è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti. Lì i medici, viste le pesanti lesioni al volto, hanno deciso il trasferimento al reparto specializzato in chirurgia maxillo-facciale del Maggiore di Parma. Nell’ospedale parmigiano sono state ridotte le fratture al naso e allo zigomo, e successivamente l’aggredito è stato riportato a Castelnovo Monti, per proseguire negli esami e nelle medicazioni, visto che le contusioni erano parecchie, e a queste va aggiunto il problema alla costola.
L’aggressore è stato rintracciato dai carabinieri alcune ore dopo per chiedere spiegazioni sul suo atto, in attesa della denuncia formale da parte di Caselli. Non è chiaro cosa abbia scatenato l’aggressività del geometra, che lavora come tecnico per un comune del Modenese e come libero professionista, e che nell’ottobre scorso era finito suo malgrado alle cronache a causa dell’incendio doloso che aveva devastato due auto, la sua e quella della moglie, di fronte alla loro abitazione.
Con Caselli, attivo da decenni, originario di Valestra dove vive da sempre con la famiglia, divide l’ambito professionale, e negli ultimi mesi i due si erano trovati coinvolti nella trattativa per l’acquisizione di un immobile al confine fra Carpineti e Toano. L’aggressione, così violenta e spietata, è però difficile da spiegare, e ora i carabinieri carpinetani cercheranno di ricostruire quanto accaduto.
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