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Segni di combustione sul cadavere senza nome

Segni di combustione sul cadavere senza nome

Scandiano: accertamenti medico legali sui reperti di Chiozza per accertarlo

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SCANDIANO. Sono passati dieci giorni dal ritrovamento dei resti di un uomo nel pozzo di una cascina di via Venere, a Chiozza. Ma ancora restano un mistero l’identità e le cause della morte. La procura di Reggio, attraverso il sostituto procuratore Giulia Stignani, ha disposto una perizia, per cercare di rintracciare un dna, ma anche per chiarire un punto cruciale: quell’uomo è stato bruciato?

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L’interrogativo è dovuto al rinvenimento di un pezzo della colonna vertebrale annerito. Ancora non si può dire se la colorazione sia da imputare al tempo in cui il corpo senza vita è rimasto immerso nell’acqua, o esposto all’aria, o se invece sia dovuto a combustione.

Di certo, il medico legale che ha visionato i resti umani recuperati dai vigili del fuoco non si è sentito di escludere questa ipotesi: un corpo bruciato e gettato nel pozzo. Per questo, gli accertamenti ora sono finalizzati ad accertarlo.

E se fosse confermato questo particolare, allora non resterebbe che ritenere che quella persona, di cui non è certo nemmeno il sesso, è stata uccisa. Ma quando? E da chi? Riuscire a dare risposta a queste domande potrebbe essere molto difficile.

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Sull’identità del cadavere per il momento si sono fatte solo ipotesi. Compresa quella che possa essere Bramante Fregoli: la sua è l’unica scomparsa da Scandiano negli ultimi anni, e risale al 2008. Si tratta di un uomo che viveva di espedienti e che spesso veniva avvistato nei pressi di casolare.

Anche in quello dove è stato trovato quel corpo, a Chiozza. Coincidenze? Suggestione? Eppure, di lui nonostante tutti gli anni passati non si sa più niente. Nessuno sa che fine abbia fatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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