«Temevo che mi avrebbe ammazzato»
Carpineti: la testimonianza del geometra preso a pugni nel suo studio: «Gli ho dato i soldi poi è diventato una furia»
CARPINETI. «Ero a terra, in un lago di sangue e lui continuava a calciarmi. Io, sinceramente, credevo che mi avrebbe ammazzato...».
Sono passate 24 ore dalla brutale aggressione. Ma negli occhi del geometra Giordano Caselli non passa il ricordo di quegli attimi in balìa della furia di Gianluigi Croci, poi arrestato, avvenuta nel suo studio in via Crispi a Carpineti.
«Mi ha spaccato il naso, rotto un zigomo e una costola. Dall’ospedale di Castelnovo Monti mi hanno mandato a Parma, temevano che mi dovessero operare. Invece, per fortuna, mi hanno detto che sono rotture che si aggiustano nel tempo. Mi ha conciato per bene...».
Cosa è successo giovedì mattina?
«E’ successo tutto senza motivo. Se avessimo litigato pazienza. Invece, mentre stavamo uscendo mi ha rifilato un pugno in faccia che mi ha fatto finire a terra, in mezzo alla stanza. Ho cercato di alzarmi, ma me ne ha dati altri due e urlava che voleva ammazzarmi. Quando ero a terra mi ha tirato un calcio nel fianco che mi ha rotto una costola, poi un altro in faccia. Meno male che ha preso lo zigomo, altrimenti mi avrebbe cavato un occhio...».
Ma aveva già avuto problemi con il geometra Croci?
«Lo avevo già visto due o tre volte. Ma non mi sembrava che fosse così: mai e poi mai mi sarei aspettato una cosa del genere. E’ venuto in ufficio che c’era anche il mio socio, abbiamo parlato, gli ho detto di tornare che dovevo dargli una cosa. E’ tornato, gliel’ho data... ma poi mi ha distrutto! E io che non ho mai dato una sberla a nessuno non ero neanche capace di difendermi. Quando è andato via, forse spaventato lui stesso da tutto quel sangue, sono corso in strada. E ho chiesto aiuto».
Croci parla di un problema di soldi.
«Guardi glielo spiego: ho comprato un immobile, lui ha fatto da mediatore. L’accordo che avevamo è saltato. Gli ho detto: non ti dovrei dare niente. Ma gli ho dato mille euro. Li ha presi. Poi quando è stato all’ingresso ha iniziato a dirmi che con me non avrebbe più lavorato. Ridammi i soldi, gli ho detto. Poi, mi ha aggredito».
Il giudice ora lo ha liberato.
«Mi preoccupa un pochino, ma speriamo non torni».
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