Gazzetta di Reggio

Reggio

Tra il bosco urbano e l’area aeroportuale resta una mini-arena

di Evaristo Sparvieri
Tra il bosco urbano e l’area aeroportuale resta una mini-arena

Senza la cessione totale dell’area al Comune di Reggio, per il concertone previsto per settembre serve una deroga

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il bosco urbano, recentemente dedicato a Enrico Berlinguer, dove c’era il progetto originario dell’arena. Il parco della musica, invece, “trasloca” dalle parti di Festareggio. Con quella che originariamente era un’Arena Grandi Eventi che, allo stato dei fatti, diventa realizzabile in versione “light”, occupando una minima parte di quell’immensa distesa di terreno che Ligabue riesce a riempire di fans con i suoi storici concerti al campovolo. Sono le carte che il Comune intende giocare davanti all’Enac per portare a casa la gestione totale dell’aeroporto: due interventi per valorizzare l’area, delineati all’interno del piano economico-finanziario da presentare all’Ente nazionale per l’aviazione generale entro il 18 maggio, subito dopo il voto dell’assemblea dei soci della società Aeroporto, in programma il 29 aprile. Il piano, tuttavia, non aprirà direttamente le porte alla realizzazione dell’arena, lasciando l’aeroporto vincolato alle attività operative.

L’ARENA LIGHT. Una distesa di 112 ettari, divisa in un’area operativa di 95 ettari e una definita sociale, pari a 17 ettari. Sono questi i numeri del campovolo. Ed è all’interno dell’area sociale che, sponsor permettendo, potrebbe trovare posto la discussa Arena, presentata nel lontano 2012 all’indomani di Italia Loves Emilia da Claudio Maioli di Riserverosse e Fernando Salzano di F&p Group, organizzatori del concertone in favore dei terremotati.

CAMBIO DI ROTTA. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un’arena modulabile, di forma esagonale, su una superficie di circa 70 mila metri quadrati all’interno di uno spazio di circa di 300 mila metri quadrati. L’arena sarebbe stata collocata nella zona dove ora sono previste le nuove piantumazioni per il bosco urbano dedicato a Berlinguer, secondo quanto già dal consiglio comunale durante la passata amministrazione. Si tratta di una porzione di terreno divisa fra tre proprietà, Comune, Enac e un privato. Costruendoci l’arena, si sarebbero potute ostacolare le attività aeroportuali. Di qui la necessità di individuare un nuovo progetto, collocandola a nord. Claudio Maioli, in passato, ha fatto sapere di essere già al lavoro. Ma per la realizzazione dell’arena bisognerà passare comunque attraverso procedure di evidenza pubblica.

AL VERDE. Il bosco urbano Berlinguer, invece, è collocato tra l’aeroporto e la ferrovia. In totale, occupa una superficie di circa 75 ettari, di cui quasi 28 di proprietà comunale. L’ampiamento della piantumazione proposto all’Enac prevede la posa a dimora di circa 2.600 alberi, che si aggiungono ad un primo intervento con circa mille piante terminato nella primavera del 2012.

LIGA VOLA ALTO. E i mega eventi? Il 10 settembre 2005, al primo Campovolo, erano presenti circa 180 mila gli spettatori. Il 16 luglio 2011, invece, al Campovolo 2.0, gli spettatori toccarono quota 110 mila, salendo a 150 mila in occasione di Italia Loves Emilia. In quelle circostanze, l’intera area aeroportuale era stata occupata per i concerti, sospendendo le attività operative. Dall’Enac arrivarono sempre delibere eccezionali, gli stessi documenti che mancano oggi per ufficializzare il ritorno del Liga, previsto il prossimo 19 settembre.

IPOTESI DEMANIO. Fra le ipotesi percorribili, infine, c’è anche la possibilità di una richiesta di cessione demaniale di tutti terreni da parte del Comune. Secondo il federalismo demaniale, sono esclusi dalle alienazioni solo gli aeroporti di rilevanza nazionale ed internazionale. E fra questi non rientra l’aeroporto di Reggio Emilia, secondo il piano nazionale degli aeroporti prediposto a febbraio dall’ex ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi, ora sostituito con Delrio. In questo caso l’intero aeroporto potrebbe finire direttamente nelle mani del Comune, aprendo la strada ai mega eventi. Un’ipotesi prematura dal punto di vista burocratico, per la quale comunque il Comune dovrebbe trovare nuove risorse.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google