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Al “nido” del Cras Matildico sono arrivati gli scoiattoli

Elisa Pederzoli
Al “nido” del Cras Matildico sono arrivati gli scoiattoli

I piccoli nati da pochi giorni sono caduti dal nido per colpa del taglio di una pianta. Ora toccherà alle volontarie nutrirli con la tettarella fino allo svezzamento

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SAN POLO D'ENZA (REGGIO EMILIA). Eravamo abituati al recupero di caprioli, alla cura dei ricci aiutati anche a passare il letargo invernale in un posto caldo, ora al Rifugio Matildico di Carverzana, San Polo, è il tempo degli scoiattoli. «Ne sono arrivati quattro nel giro di pochi giorni» spiega il responsabile della struttura, Ivano Chiapponi. Si tratta di cuccioli, nati da pochi giorni. «In un caso, il ritrovamento è dovuto al fatto che hanno tagliato una pianta di quelle ancora danneggiate dalla neve, e sopra c’era il nido» racconta.

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E così una volta scoperti i piccoli sono stati portati nella struttura sulle colline. Ora, invece di mamma scoiattolo saranno accuditi dalle volontarie del Cras Matildico, che si adopereranno con cura per nutrire i piccoli con latte artificiale e tettarella. Fino a che i cuccioletti saranno pronto per affrontare la natura da soli. Nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto le stesse cure, sono stati rimessi in libertà una quindicina di ricci, accuditi da Chiopponi e i suoi. E’ iniziata la primavera e c’è da credere che a Caverzana avranno un gran da fare.

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