«Per Cecilia contratto disatteso»
L’avvocato della famiglia Masoni replica alla società Comunika
ALBINEA. «Non sono loro a doversi ritenere offesi. Con le loro dichiarazioni hanno di fatto ammesso le proprie responsabilità».
Così l’avvocato genovese Ivano Martini, che difende la famiglia Masoni, commenta la risposta della società Comunika in seguito allo sfogo di Maurizio Masoni, amareggiato nel vedere la figlia Cecilia costretta a rinunciare al campionato italiano di velocità Moto 3, a causa di presunti accordi non rispettati dalla società stessa. «Dagli accordi contrattuali – afferma il legale – questi soggetti erano obbligati a rispettarne il contenuto: si erano impegnati a cercare degli sponsor per far correre la ragazza e non ci sono riusciti. Si sono offesi? Che presentino una querela. Non cambia la sostanza, e cioè che il contratto non è stato rispettato. Di fatto, alla ragazza è stato davvero rubato un sogno».
A quanto risulta, la società Comunika si è costituita il 19 gennaio di quest’anno, e il 4 febbraio è stato firmato il contratto con la famiglia Masoni.
«Non è vero, inoltre – aggiunge l’avvocato Martini – che i Masoni hanno receduto dal contratto. E’ stata invece inviata alla società una richiesta di spiegazioni per conoscere le ragioni per le quali il team Sic58 (quello per il quale avrebbe dovuto correre Cecilia, ndr) non era ancora stato pagato. Davanti a tutte queste cose, la responsabilità di Comunika è piena, sono stati inadempienti e non devono meravigliarsi delle parole del signor Masoni, pur dettate dall’amarezza». Cosa succederà ora?
Il legale genovese - che, appassionato di motociclismo, venuto a conoscenza di questa vicenda si è offerto di tutelare la famiglia reggiana - sta esaminando le carte e sta analizzando il contratto in ogni sua clausola, e valuterà con i Masoni la linea da seguire.
«Il danno c’è stato – conclude – e Cecilia in tutta questa vicenda è sicuramente la parte lesa». Il contenzioso tra le parti era emerso quando il padre di Cecilia Masoni aveva pubblicato su Facebook un lungo sfogo contro Comunika, che a suo dire aveva fatto false promesse alla figlia. A distanza di poche ore, Comunika ha risposto fornendo le proprie ragioni e rigettando al mittente le accuse. Ora la parola passa alle carte, per vedere chi la spunterà. (a.v.)
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