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«Venite, stanotte ho ucciso un uomo»

di Elisa Pederzoli
«Venite, stanotte ho ucciso un uomo»

È la confessione di un uomo trovato ieri in stato confusionale davanti alla casa di riposo ma era solo l’effetto dell’alcol

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REGGIO EMILIA. «Aiutatemi, sono colpevole. Ho ucciso un uomo». Diceva così, ieri mattina, un uomo trovato dagli operatori davanti alla casa di riposo “I tulipani” di via Beethoven, a Massenzatico.

Lo sguardo perso, il pensiero confuso. L’aria di aver bevuto troppo e di aver passato una notte difficile. Ma quelle parole, dal peso così inquietante, non potevano certo essere prese sotto gamba. Così, dalla frazione verso le 12 è partita la richiesta di aiuto al 113. «Venite - ha detto una voce dall’altro capo del telefono all’operatore della questura che rispondeva - qui c’è un uomo che dice di aver commesso un omicidio...».

Sul posto sono arrivate nel giro di pochi minuti tre macchine delle Volanti. Il caso è stato preso in seria considerazione. Davvero ci si trovava di fronte a un reo confesso?

Quando gli agenti hanno visto l’uomo lo hanno subito riconosciuto: una vecchia conoscenza, più volte protagonista di episodi di molestie a causa della cattiva abitudine di alzare troppo il gomito.

Quando i poliziotti hanno iniziato a chiedergli conto, l’uomo ha iniziato a farneticare. Raccontando di essersi reso colpevole della morte di un uomo.

Prima, però, parlava di un episodio tragico avvenuto nella stessa giornata, poi ha iniziato a cambiare versione: diceva che era accaduto venerdì sera. Poi, che si trattava di un uomo magrebino, poi no. Sul corpo, però, presentava alcune ferite, graffi: segni che diceva essere dovuti proprio alla colluttazione avuto con l’uomo a cui aveva tolto la vita.

Sul posto è stata fatta intervenire un’ambulanza. Per l’uomo è stata richiesta una visita al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove i medici hanno guardato anche a quelle ferite: per cercare di capire se si trattava davvero dei segni di una collutazione. Quello che la polizia è riuscita a capire è che, però, non risalirebbero a tempi recenti, ma si trattava di graffi più datati, di qualche tempo fa.

Per il momento, dunque, l’autodenuncia è stata archiviata come il vaneggiamento di un uomo, per altro già noto per le sue condotte, in preda ai fumi dell’alcol. Dopo gli accertamenti medici è stato accompagnato in questura per tutti gli accertamenti del caso.

Ma meno che non spuntino imprevisti colpi di scena, il caso è chiuso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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