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Fiere, nuova perdita da 2 milioni parte la vendita dei capannoni

Fiere, nuova perdita da 2 milioni parte la vendita dei capannoni

REGGIO EMILIA. Si allarga il rosso nei conti delle Fiere di Reggio, effetto del processo di interruzione graduale dell’attività, che segna uno dei crac più significativi delle storia economica e...

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REGGIO EMILIA. Si allarga il rosso nei conti delle Fiere di Reggio, effetto del processo di interruzione graduale dell’attività, che segna uno dei crac più significativi delle storia economica e amministrativa della nostra provincia.

Ieri si è giunti ad un nuovo capitolo nella saga che vede al centro il futuro dell’area fieristica posta nell’area nord della città, punto strategico sul quale si stanno addensando gli appetiti di diversi soggetti che sarebbero già interessati a rilevare i capannoni nelle more della procedura del concordato preventivo.

La società Reggio Emilia Fiere da ieri è ufficialmente in liquidazione. Lo ha deciso in mattinata l'assemblea dei soci, riunita in seduta straordinaria, che ha inoltre approvato il bilancio 2014 chiuso con una perdita di oltre 2 milioni. All'unanimità si è quindi proceduto allo «scioglimento e liquidazione della società», operazione che, nei giorni scorsi, i soci pubblici dell'ente di via Filangeri (comune, provincia e camera di commercio) hanno deliberato singolarmente.

Per supervisionare il percorso che porterà alla liquidazione degli attivi, i soci hanno nominato come commissario il commercialista Aspro Mondadori, che affiancherà il commissario del tribunale di Reggio che ha invece in mano la procedura concordataria.

La prossima tappa del calvario dell'ente fieristico, affondato con un complesso di debiti per 27,7 milioni è, spiega l'assessore al Bilancio e società partecipate Francesco Notari, la vendita dei beni immobili della società, stimati in 37,7 milioni. Tuttavia, spiega Notari, «tenendo conto della possibilità non troppo elevata che la vendita dei beni possa avvenire già alla prima asta, abbiamo chiesto nel frattempo di valutare la possibilità di mantenere in vita, almeno per un breve periodo alcune attività».

Altro punto sottolineato dagli amministratori pubblici è stato quello del futuro lavorativo dei 4 dipendenti dell'ente fieristico. «Chiediamo di valutare se possano essere riassorbiti attraverso il sistema di mobilità interno alle partecipate», spiega Notari. «Se esistono profili compatibili», chiosa però l'assessore. Delle fiere reggiane resta quindi ora in piedi solo la società di gestione degli eventi (FiereEmilia), che ha come unico socio la provincia, ultimo tentativo per rilanciare l’attività che è destinato ad affondare data la mancanza anche di un piano di aiuti atteso da tempo da parte della Regione.

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