Gazzetta di Reggio

Reggio

«La lotta alla mafia è la nuova Resistenza»

di Andrea Vaccari
«La lotta alla mafia è la nuova Resistenza»

Dopo la cittadinanza onoraria a Cortocircuito, il sindaco Carletti ribadisce l’impegno di Bibbiano

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBIANO. «Oggi non ci possono essere più scuse per nessuno. Bisogna mantenere una posizione chiara contro la mafia e non avere paura di restare con la schiena dritta». Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria ai ragazzi di Cortocircuito, avvenuta al teatro Metropolis, ribadisce la priorità del tema della legalità per l’amministrazione comunale, già sottolineata nei mesi scorsi con diverse iniziative.

Carletti, ancora una volta Bibbiano si pone all’avanguardia contro le mafie.

«Il nostro percorso di promozione della legalità è partito nel 2014 ma già dal precedente mandato di Venturelli erano stati presi impegni importanti. Come ad esempio, nel 2013, il conferimento della cittadinanza onoraria ad Antonio Nicaso. Poi si è proseguito con l’adesione al protocollo proposto dalla prefettura e varie iniziative in collaborazione con le scuole. Il tutto, sempre, con l’appoggio della prefettura e della Provincia».

Legalità al primo posto. Perché?

«Perchè oggi non si può più prescindere da questo aspetto. Non per nulla, all’interno del nostro programma abbiamo voluto dare continuità a progetti dell’amministrazione precedente e ci siamo impegnati a promuovere questo tema per tutta la durata del mandato. Come abbiamo già avuto modo di dimostrare».

In che modo?

«Già all’indomani del primo sequestro a carico della famiglia Sarcone non ho esitato a dichiarare a nome della giunta e del consiglio comunale che i mafiosi, a Bibbiano, sono persone sgradite. Un concetto che ho avuto occasione di ribadire sabato, in occasione del discorso del 25 aprile. Ho spiegato che oggi occorre una nuova Resistenza: se tanti anni fa i partigiani scacciarono i nazifascisti, così dobbiamo fare noi con certe persone. E poi abbiamo organizzato iniziative pubbliche e incontri, perché è giusto che l’amministrazione prenda una posizione netta su certi fatti ed esprima il massimo appoggio alle forze dell’ordine. Ma c'è anche un’altra cosa».

Quale?

«Dopo l’operazione Aemilia siamo stati il primo Comune che ha affermato di volersi costituire parte civile al momento del processo, alla luce della gravità dei fatti emersi. Una presa di posizione poi seguita anche dalle altre amministrazioni».

In questo senso, dunque, ecco il riconoscimento a Cortocircuito.

«Sì, questi giovani portano avanti importanti battaglie con la loro associazione e il loro lavoro di denuncia si è rivelato preziosissimo. Mi piace ricordare che il consiglio comunale ha approvato questo conferimento all’unanimità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google