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Nicolini: non attacco Renzi gli chiedo di ascoltare tutti

di Mauro Grasselli
Nicolini: non attacco Renzi gli chiedo di ascoltare tutti

Correggio, il partigiano Diavolo dopo il suo intervento alla festa del 25 Aprile «Al primo ministro dico di andare avanti coinvolgendo le forze democratiche»

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CORREGGIO. «L’articolo è corretto, ma il titolo (il Diavolo attacca Renzi) non rispetta il mio pensiero. Più che una rettifica, chiedo una precisazione». Con la grande lucidità che lo contraddistingue anche in vista del 96° compleanno, Germano Nicolini alza il telefono e non esita a chiamare la redazione della Gazzetta di Reggio per spiegare che sì, le frasi a lui attribuite e contenute nell’articolo pubblicato domenica, il giorno dopo la grande commemorazione del 25 Aprile a Correggio, le ha pronunciate e può ripeterle «senza timore di contraddirmi – spiega il partigiano Diavolo – semplicemente perché quel discorso me lo ero preparato prima e l’ho letto dal palco, dopo aver accettato l’invito e aver partecipato, con onore, alla manifestazione».

Germano Nicolini, accolto da un mare di applausi, sabato scorso è salito sul palco di “Materiale Resistente” poco prima delle 18, con una colonna sonora adeguata: in quel momento Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers, stava cantando "Al dievel", la canzone che racconta la sua storia.

Nicolini ha letto alcuni brani del libro-intervista da lui realizzato qualche anno fa, ripercorrendo alcune tappe della sua esistenza. Ha citato il filosofo Norberto Bobbio e ha fatto un accenno all’attualità.

«Ho ricordato al primo ministro Renzi che un presidente del consiglio che era anche partigiano, Ciampi, non si è mai disdegnato dal dialogare con i rappresentanti dei lavoratori. I problemi si superano se le forze sane marciano unite e non separate. Era un suggerimento, non un attacco a Renzi», puntualizza Nicolini.

«Al primo ministro dico di andare avanti, ma di tenere conto dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori. Non sono contro Renzi – ribadisce il Diavolo – Certo, non sono d’accordo su alcuni aspetti della legge elettorale, però appoggio concretamente il Pd, anche se non sono iscritto ad alcun partito. Facevamo così anche tra partigiani: discutevamo, poi alla fine prevaleva la maggioranza. Non ho voluto attaccare Renzi. La penso diversamente su alcune cose. Lui ha detto che i partigiani ultranovantenni di Marzabotto gli hanno detto di andare avanti. Glielo dico anch’io, ma lo si può fare anche coinvolgendo tutte le forze democratiche».

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