Reggio prototipo per lo sviluppo della cooperazione
REGGIO EMILIA. I principali esponenti del mondo della cooperazione reggiana si sono ritrovati ieri allo Spazio Gerra per discutere e confrontarsi sui temi della cultura del “fare insieme”. L’occasione...
REGGIO EMILIA. I principali esponenti del mondo della cooperazione reggiana si sono ritrovati ieri allo Spazio Gerra per discutere e confrontarsi sui temi della cultura del “fare insieme”. L’occasione è stata offerta dalla presenza nella nostra città di Pauline Green presidente dell’Ica, Alleanza Internazionale delle Cooperative, che associa tutte le organizzazioni cooperative del mondo, la prima donna (è di origine inglese ed opera a Ginevra) ad assumere un così elevato incarico. L’ospite si è rallegrata alla scoperta che a Reggio un lavoratore ogni due fa parte del sistema cooperativo (1 su 3 in Italia, 1 su 5 in Europa, 1 su 7 nel mondo). «L’ascesa del sistema cooperativo è in atto a tutte le latitudini – ha precisato – perché si basa sull’alleanza fra gli uomini e il suo business punta più alla tutela delle persone che al mero reddito economico. Non a caso la cooperazione è già diventata la seconda aggregazione del mondo, alle spalle solo della chiesa cattolica». Poi ha elencato i settori, dall’agricoltura all’innovazione tecnologica, dall’organizzazione bancaria a quella assicurativa, nei quali, malgrado pareri contrari, ci sono ancora margini di ascesa. «Dipende dalle sensibilità delle organizzazioni locali e in futuro assisteremo sempre di più ad una cooperazione fra le cooperative di tutto il mondo. India, Cina, Argentina, tendono ad uscire dai propri confini senza perdere però di vista le realtà locali». Come si può uscire da questa fase di prolungata crisi? «Innovazione e creatività saranno decisive per lo sviluppo mondiale – la sua replica – ed esistono già lodevoli esempi. Il “segreto” è presto detto: se tante persone operano per lo stesso obiettivo i risultati arrivano». «Purtroppo – ha immediatamente aggiunto – molti leader mondiali ci lanciano messaggi positivi e incoraggianti non rendendosi conto, o nascondendo, il fatto che invece l’economia mondiale ristagna ancora. Dobbiamo impegnarci a far crescere i movimenti cooperativi di tutto il mondo, è il momento giusto per mettere le persone al centro di tutto». (l.v.)
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