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«Minacciato col macete alla gola»

«Minacciato col macete alla gola»

Quattro Castella: lo dice uno dei due albanesi arrestati per il delitto Montruccoli

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QUATTRO CASTELLA. «Sono stato minacciato con un macete puntatomi alla gola dai due fratelli». Così Fatmir Hukaj, uno dei due immigrati albanesi, accusati dell’omicidio di Marco Montruccoli, avvenuto lo scorso 2 febbraio alle Forche di Puianello.

Il “particolare” emerge all’indomani dell’interrogatorio di garanzia dei due avvenuto nel carcere di Milano – da dove i due arrestati Hukaj e Daniel Tufa sono stati trasferiti lunedì per essere portati alla Pulce di Reggio Emilia dove ora si trovano. Di certo c’è che effettivamente un macete – arma che Matteo Montruccoli, il fratello scampato al massacro avrebbe ricevuto in regalo dall’ex fidanzata – era stato trovato a terra subito dopo il delitto dai carabinieri.

«Siamo scappati – hanno riferito poi Hukaj e Tufa, raccontando i dettagli della loro “verità” – perché ci sentivamo minacciati. Non avevamo capito che Marco Montruccoli, riverso a terra, era in realtà morto».

Ora la strategia difensiva per i due – sono assistiti dall’avvocato Carlo Taormina – è proprio quella di puntare sull’eccesso di legittima difesa. Due le strade possibili che potrebbe prendere la vicenda a livello giudiziario. Da una parte è già stato fatto il ricorso al Riesame da Taormina per la scarcerazione dei suoi assistiti. Dall’altra invece il pm Maria Rita Pantani sta valutando se sottoporre, in tempi brevi, a un ulteriore interrogatorio i due arrestati. Il 34enne Marco Montruccoli è stato ucciso con 14 coltellate; mentre il fratello Matteo è scampato pur ferito con 2 fendenti ai polmoni.

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