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Piazza Duca d’Aosta, pavimentazione da terzo mondo

di Luciano Salsi
Piazza Duca d’Aosta, pavimentazione da terzo mondo

Pietre spostate e strada sconnessa in fondo a via Emilia Santo Stefano. Tutino: «La zona doveva essere a traffico limitato»

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REGGIO EMILIA. L'anno scorso un sondaggio fra i lettori della Gazzetta di Reggio bollò Mazinga come l'arredo urbano più kitsch. Pochi apprezzano la scultura di Marco Gerra che svetta sulla rotonda di piazza Duca d'Aosta. E il panorama è ancora più desolante da quando la pavimentazione del tratto terminale di via Emilia Santo Stefano si mostra abbondantemente sconnessa, con pietre divelte o spostate.

Resistono, indistruttibili, solo i due orrendi bunker di cemento che, ai lati dell'antica porta, hanno sostituito le dignitose aiuole preesistenti, le quali, peraltro, occupavano lo spazio delle suggestive gabelle daziarie sparite nel dopoguerra. In mezzo, dove passano gli automezzi, il rivestimento stradale è sconvolto, mentre appare assai meno dannneggiato lungo le fasce laterali percorse dai pedoni, in prossimità del bar e dell'edicola. Eppure quell'angolo all'estremità occidentale del centro storico è stato risistemato appena sei anni fa.

Un degrado così rapido e vistoso fa sospettare che la pavimentazione sia stata eseguita in modo approssimativo, senza consolidare il fondo. La responsabilità è della precedente amministrazione, in particolare di Mimmo Spadoni, allora assessore alla città storica. Tuttavia Mirko Tutino, che nell'attuale Giunta ricopre anche le sue funzioni, lo assolve.

«Quella zona - spiega - doveva diventare a traffico limitato. Perciò il tratto terminale di via Emilia Santo Stefano fu ricoperto con un rivestimento adatto a un transito prevalentemente pedonale. Poi, in seguito alle proteste dei commercianti, si decise di mantenere libero l'accesso agli automezzi e ai mezzi pubblici, che hanno finito per rovinare la pavimentazione».

Ora il Comune deve correre ai ripari con urgenza: «Questo intervento - dichiara Tutino - è inserito nella lista delle priorità insieme a via Porta Brennone. Si tratta di riparare, probabilmente nella prossima estate, 760 metri quadrati di superficie. Le possibili soluzioni sono due. Se si ripavimenterà il tutto si spenderanno 80mila euro rischiando di dovere intervenire ancora fra alcuni anni. Altrimenti si asfalterà la corsia centrale percorsa dagli autoveicoli, spendendo solo 40-45mila euro. Inoltre è prevista la deviazione del minibù E. Quello diretto da piazza Gioberti a piazza Duca d'Aosta sarà deviato sulle vie Mazzini, Franchetti e Monte Pasubio».

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