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il caso

Picchia marito e figli: a processo

di Tiziano Soresina
Picchia marito e figli: a processo

Maltrattamenti in famiglia di una donna, botte con il ferro da stiro

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REGGIO EMILIA. Stavolta la violenza sarebbe tutta al femminile. La moglie– per gli inquirenti solo apparentemente più gracile – è stata rinviata a giudizio per aver maltrattato il marito (che è un robusto muratore cinquantenne) ma soprattutto i due figli all'epoca minorenni, colpendoli anche con il ferro da stiro.

Lei – un po’ più giovane del marito – è difesa dall'avvocato Manlio Marceddu, lui e i figli si sono costituiti parte civile tramite l'avvocatessa Carmen Pisanello. Non forniremo nè identità nè ulteriori particolari, per tutelare la privacy dei minorenni coinvolti.

Ma da dove parte quest’accusa di maltrattamenti in famiglia?

Il 18 marzo 2010 ci fu un grosso litigio in quella famiglia, tanto che i vicini chiamarono i carabinieri. I due bambini erano sotto shock e furono portati al pronto soccorso.

Qui i sanitari si accorsero che uno dei due (dimesso con 7 giorni di prognosi) aveva lesioni recenti e diverse cicatrici. A quel punto i due minorenni vennero sentiti con i dovuti accorgimenti vista l’età.

E dalle loro parole emerse una storia di maltrattamenti, anche fisici, che durava da circa due anni (dal 2008 al 2010).

I due fratelli raccontarono agli allibiti carabinieri che la loro madre li picchiava spesso, li feriva con delle forchette, ma li colpiva anche con il ferro da stiro, per non parlare dei capelli strappati di notte. Un inferno.

E che li minacciava affinchè non dicessero nulla al padre, altrimenti lui li avrebbe abbandonati.

Con questo ricatto psicologico ed affettivo i due erano sempre stati zitti, fino a quel giorno del marzo di cinque anni fa. I militari erano rimasti in un primo momento increduli, faticando ad immaginare quella donna minuta come persecutrice del marito grande e grosso e dei suoi figli.

Ma dall'inchiesta – coordinata dal pm Stefania Pigozzi – risultò che la donna aveva anche minacciato il marito con un coltello.

I figli, in un primo tempo affidati ai servizi sociali – specificatamente erano stati collocati nella struttura protetta comunale Osea – sono ora con il padre dal 2013. Uno dei due ragazzi è ora maggiorenne.

La difesa intende replicare a quest’impianto accusatorio nel processo che inizierà il 2 luglio prossimo.

Fra l’altro questa vicenda s’innesta in una situazione ancor più complessa che vede la coppia invischiata in una separazione problematica, in altri procedimenti penali, in procedure che hanno coinvolto il tribunale per i minorenni di Bologna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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