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«Sei una vacca», e scatta la rissa in piazza

«Sei una vacca», e scatta la rissa in piazza

Assolti i due giovani che hanno difeso la 34enne insultata più volte da un adulto

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CASTELNOVO MONTI. Un pesante apprezzamento ad una 34enne aveva scatenato – nel maggio di cinque anni fa – una rissa davanti ad un bar di piazza Peretti, in pieno cenro a Castelnovo Monti. Insomma, volgarità e botte “riemerse” ieri in tribunale a Reggio per l’ultima tranche processuale legata a questa vicenda.

In precedenza, infatti, erano state giudicate altre due persone ritenute responsabili di quella rissa: chi ha pronunciato la frase incriminata («Con tette così grosse potresti fare la vacca da monta») ha puntato sul rito abbreviato ed è stato condannato a una pena non pesante (ma la sentenza è stata impugnata), mentre l’altro imputato (un giovane straniero) ha patteggiato.

In tribunale è stata la volta di due giovani – a quei tempi entrambi ventenni – che, come ricostruito dalle testimonianze rese in aula, erano accorsi in aiuto della 34enne presa di mira, in piazza, con quelle parole offensive: uno è il fratello (Souhail Laoumi, difeso dall’avvocatessa Claudia Grasselli), l’altro un amico (Sebastiano Libri, assistito dal legale Paolo Gramoli)

I testimoni hanno detto che dopo quella frase, fra l’altro ripetuta più volte, si erano fronteggiati un gruppo di quarantenni (cioè gli amici di chi aveva offeso la 34enne) e i ragazzi che hanno cercato di “proteggere” l’amica insultata. Un confronto impari per dei giovani usciti con le ossa rotte (pugni, spinte) da quel corpo a corpo conclusosi solo con l’arrivo dei carabinieri.

«Era il primo maggio e avevo organizzato una cena – ha raccontato la 34enne – poi siamo andati in piazza. Ad un certo punto ho sentito una mano sulla spalla e quell’uomo, in presenza di sua moglie che rideva, mi ha detto una frase in dialetto che lì per lì non avevo nemmeno capito. Un’offesa bella e buona, Sebastiano gli ha detto di smetterla, invece lui continuava. Poi il parapiglia: tre ragazzi contro una ventina di adulti sempre più aggressivi: pugni, capelli strappati. Urlavo di chiamare i carabinieri e quando si sono sentite le sirene, gli aggressori sono tutti scappati».

Il giudice Cristina Beretti ha assolto i due giovani “per non aver commesso il fatto”. Per difendere la 34enne, erano stati aggrediti.(t.s.)

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