«Serve il tavolo provinciale per la bonifica del territorio»
RUBIERA. Un tavolo provinciale sull'Eternit e sulla prevenzione e la bonifica del territorio dall'amianto. L’idea arriva da Gianmaria Manghi, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, uno dei...
RUBIERA. Un tavolo provinciale sull'Eternit e sulla prevenzione e la bonifica del territorio dall'amianto. L’idea arriva da Gianmaria Manghi, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, uno dei protagonisti della mattinata rubierese. Manghi ha parlato di un «concerto istituzione costruttivo», per creare un percorso condiviso sull'amianto. L’intera provincia, dal Po all’Appennino, è disseminata di resti di amianto, usatissimo nell'edilizia per diversi decenni. Sia le zone residenziali più “attempate”, sia molte aree agricole e artigianali, piene di capannoni e di depositi con tettoie spesso interamente rivestite in amianto.
Negli anni gli interventi di bonifica sono stati numerosi, finanziati dagli enti pubblici, ma le tracce del pericoloso isolante sono ancora parecchie. Il lavoro di monitoraggio svolto a Rubiera lo conferma.
E la dannosità dell’amianto è ancora alta, tanto che il picco di malattie è previsto per i prossimi cinque-dieci anni, quantomeno per le persone rimaste a stretto contatto col materiale. Per questo Manghi punta ad arrivare a un tavolo provinciale, per poter ottimizzare le risorse e pianificare attività comuni, magari anche a livello di smaltimento, una delle operazioni più costose.
E una di quelle che negli anni, purtroppo, ha provocato maggiori danni: in molti casi gli infissi in amianto rimossi da case e edifici sono stati abbandonati in fossi, canali e boschi, per evitare di occuparsi della lunga e dispendiosa procedura richiesta per il corretto smaltimento.
Sul tema amianto interviene anche la deputata reggiana 5 Stelle Maria Edera Spadoni, che ricorda come «ogni anno in Italia muoiono 4 mila persone per tutte le malattie ad esso correlate: le stime per difetto di Cnr-Inail parlano di ben 32 milioni di tonnellate presenti». La Spadoni insiste sul tema dello smaltimento, e delle possibili speculazioni collegate: «il prezzo del trattamento dell’amianto è molto variabile nel nostro paese, si va da mille a 2mila euro a tonnellata nei casi tracciati, con variabilità ingiustificabili che andrebbero monitorate».
E, aggiunge, «si assiste spesso al turismo e alla pendolarità dell’amianto, perché se viene smaltito in maniera inadeguata, dovrà essere nuovamente movimentato, con la moltiplicazione degli esborsi e dei rischi; quindi da 2mila euro si è arrivati in molti casi a 5mila euro a tonnellata, che è la cifra di mercato con cui si acquista il rame» – sottolinea la parlamentare evidenziano la poca chiarezza sulla questione. (adr.ar.)
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