Strage, dopo l’estate la sentenza
L’Avvocatura di Stato ha impugnato il maxi risarcimento ai familiari
REGGIO EMILIA. Sarà emessa dalla Corte d’appello di Bologna dopo l’estate l’attesa sentenza sul risarcimento-danni chiesto sulla scia di quanto avvenne la mattina del 17 ottobre 2007, in tribunale a Reggio Emilia.
Nel corso di un'udienza della causa di separazione, il marito di Vjosa Demcolli – Clirim Fejzo – estrasse una pistola e fece fuoco sulla donna, sul fratello di lei e ferì gli agenti di pubblica sicurezza intervenuti, prima di restare a sua volta ucciso. Una mattanza - tre albanesi morti (oltre ai due cognati, venne uccisa anche la 37enne Vjosa Demcolli Fejzo), due feriti (l'avvocatessa Giovanna Fava vide davvero la morte in faccia), diverse persone colte da malore - che non verrà mai dimenticata da Reggio. Clirim Fejzo non voleva la separazione e Vjosa si era a suo tempo rifugiata nella Casa delle Donne, perché temeva quell'uomo.
Nel novembre 2013 il tribunale, a Bologna, ha stabilito che per l'orrenda strage in tribunale il Comune di Reggio Emilia non ha responsabilità sulla sicurezza e la manutenzione del palazzo di giustizia, da qui la decisione che sia il ministero della Giustizia a risarcire i cinque eredi delle vittime: la somma di 1.525.320 euro in favore di moglie e tre figlie di Demcolli, nonché di 106.263 euro in favore del fratello Valmir Demcolli. I familiari delle vittime sono assistiti dagli avvocati Carmelo e Liborio Cataliotti.
Ma questa sentenza di primo grado è stata impugnata dall’Avvocatura di Stato, il che ha bloccato il maxi risarcimento. Ieri – in Appello – si sono concluse le udienze civili sul delicato caso su cui, dopo quanto accaduto in tribunale a Milano, si sono accesi i fari come precedente giurisprudenziale a dir poco interessante. Ora scattano i termini per il deposito delle conclusioni delle parti (due mesi) e delle repliche (venti giorni), il che porterà sino a luglio. Da quel momento il collegio potrà esaminare gli atti ed emettere la sentenza (solitamente passano alcuni mesi). Ma cosa potrà accadere? La Corte può confermare quanto deciso in primo grado, oppure modificare l’importo del risarcimento-danni o rimettere in gioco ancora il Comune di Reggio come richiesto dall’Avvocatura di Stato. Florentina Demcolli – vedova di Arjan – era casalinga al tempo della strage: ora lavora come cassiera in un supermercato, sperando da otto anni in un risarcimento dallo Stato per quanto avvenne al palazzo di giustizia. Le sue tre figlie hanno ora fra i 9 e i 14 anni d’età.(t.s.)
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