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«Agroalimentare, più controlli»

Riforma del Corpo Forestale: Pignedoli chiede di istituire una polizia ambientale

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REGGIO EMILIA. La riforma del Corpo Forestale passa attraverso il rafforzamento del sistema di controllo e di tutela del settore agroalimentare. E’ questa una proposta al centro di un ordine del giorno, accolto dal governo, presentato dal Pd e che porta come prima firma quella della senatrice Leana Pignedoli.

«In questi giorni - precisa la senatrice - abbiamo discusso molto in merito alla ricostruzione dell'attività del Corpo Forestale che è indispensabile per il rafforzamento del sistema di controllo e di tutela del settore agroalimentare Italiano. Riformare in questi ambiti significa avere il coraggio, e l'onestà intellettuale, di riconoscere e prevedere sempre meno funzioni generiche che permettano un approccio altamente professionale sulla sicurezza ambientale e agroalimentare».

E' per questo che la Pignedoli vuole proporre l'istituzione di una polizia ambientale: «E' nostro dovere, in questo particolare momento storico riscoprire l'importanza del rispetto del territorio e dell'ambiente ripensando ad un organismo che sia impostato proprio sulla centralità ambiente-cibo-territorio, ideato a partire dalle specificità prioritarie e collegato con i Ministeri che hanno questa competenza». «Un Paese che vuole investire culturalmente ed economicamente in ecosostenibilità ha bisogno di un sistema di gestione e controllo del territorio e quindi di un corpo di polizia ambientale all'altezza di questo compito, tecnologicamente avanzato e con banche dati uniche e sistemi integrati».

Di fatto è quindi giunto il momento di abbattere i comparti stagni secondo i quali si è operato fino ad ora introducendo, in un paese come l'Italia nel quale l'agroalimentare ha un peso ed una qualità invidiabile, programmazione e capacità di individuare obiettivi, professionalità, priorità e strategie di azione. Investimenti tecnologici compresi.

«L'ordine del giorno accolto dal Governo - conclude la senatrice - propone inoltre di integrare in un nuovo sistema di controllo dell'agroalimentare i vigili provinciali. L'importante è non lasciare le persone in standby e nell'incertezza. Questo è un vero spreco».(c.co.)

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