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Ferretti parla agli studenti del binomio uomo-cavallo

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Ferretti parla agli studenti del binomio uomo-cavallo

BAISO. «Il pubblico più difficile». Sono i ragazzi delle scuole medie di Baiso, secondo Giovanni Lindo Ferretti, che li ha incontrati il 24 aprile scorso, invitato da Ezio Bonicelli. Bonicelli,...

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BAISO. «Il pubblico più difficile». Sono i ragazzi delle scuole medie di Baiso, secondo Giovanni Lindo Ferretti, che li ha incontrati il 24 aprile scorso, invitato da Ezio Bonicelli. Bonicelli, violinista villaminozzese, oggi insegna a Baiso, ed è un vecchio amico di Ferretti, che lo ha scoperto oltre 25 anni fa ai tempi degli Ustmamò, e che a tutt’oggi accompagna spesso in tour. Così gli ha chiesto di parlare ai suoi giovani allievi.

Il cantante e scrittore ha accettato la proposta, e venerdì ha raggiunto Baiso per una chiacchierata di un paio d’ore, incentrata sul rapporto fra uomo e cavallo, tema centrale degli ultimi anni della sua attività. A concludere, ed era inevitabile, un breve duetto musicale fra Ferretti e il violino di Bonicelli, accolto dagli applausi.

«Siete il pubblico più difficile che ci sia, perché so bene che ragazzi della vostra età hanno di meglio da fare che ascoltare un vecchio bavoso che parla di cavalli», aveva esordito scherzosamente l’ex voce di CCCP e CSI, prima di raccontare la sua visione sul percorso storico parallelo fra l’uomo e il cavallo.

Una narrazione affascinante, e certamente a Ferretti non mancano né le capacità letterarie né quelle di affabulazione, che ha provocato un piccolo mare di domande dei piccoli uditori. Con tanti momenti simpatici. Una ragazza ha spiegato di aver iniziato a prendere parte a corsi di equitazione, e ha chiesto qualche ragguaglio. Altri, invece, hanno voluto approfondimenti su storie passate di cavalli scatenati e di cavalli sfortunati. Ferretti ha usato come esempio «quei monaci medievali a cui era vietato cavalcare, perché per essere umili conviene che i piedi siano a terra», e una persona che ben conosce, Cinzia Pellegri, sua compagnia negli spettacoli equestri che da alcuni anni allestisce con il progetto “Saga”. Per quanto riguarda i destini infausti, invece, ha citato i sauri, «un tempo cavalli regali e ora carne da macello».

Fra una chiacchiera e l’altra, gli studenti hanno trovato sempre più confidenza, sino a trovare il coraggio di chiedere a Ferretti di cantare qualcosa, accompagnati dal loro professore Bonicelli, che ben conoscono ma in una veste piuttosto diversa. La richiesta, come detto, è andata esaudita, con un inno alla Maremma «l’unica steppa d’Italia» e qualche frecciata al progresso, «un feticcio color losco». Prima non erano mancate le riflessioni più alte su un binomio che ha segnato la storia, «un patto tra cavalli e uomini che permise alla forza bruta di essere governata e all’uomo governante di elevarsi, materialmente, e di cambiare prospettiva».

Un legame giunto sino all’oggi.

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