Sarcone, nominato un nuovo esperto per la maxi perizia
Ancora un’udienza interlocutoria relativamente al maxi sequestro di beni (fra Italia e Lituania) alla famiglia Sarcone
REGGIO EMILIA. Ancora un’udienza interlocutoria relativamente al maxi sequestro di beni (fra Italia e Lituania) alla famiglia Sarcone, nonché sulla richiesta di sorveglianza speciale per i quattro fratelli Nicolino, Gianluigi, Giuseppe e Carmine Sarcone.
Un “passaggio”, quindi, in tribunale veloce – alla sola presenza degli addetti ai lavori, cioè magistrati e avvocati – ma che fa “filtrare” un aspetto interessante della vicenda processuale, cioè che nella prossima udienza (a metà maggio) verrà nominato un nuovo perito che dovrà mettere le mani in un patrimonio a dir poco complesso e per l’Antimafia riferibile per lo più ai fratelli Sarcone (comunque “qualcosa” sarebbe intestato anche ad altri familiari).
Da passare ai “raggi x” case, terreni, aziende e depositi bancari. Nel blitz del settembre scorso da parte della Dia di Firenze e carabinieri vennero bloccati beni valutati dagli investigatori 5 milioni di euro, a cui poi è stato aggiunto quanto sequestrato in Lituania sulla scia di ulteriori indagini di polizia e guardia di finanza (coordinate dalla Dda di Bologna).
Relativamente ai beni bloccati la ragione del provvedimento di prevenzione si colloca sulla base investigativa che "parla" di "oggettiva sproporzione tra il reddito dichiarato e il patrimonio posseduto dai membri della famiglia Sarcone". Una provenienza illecita (marchiata 'ndrangheta) che i Sarcone, tramite un pool di legali, decisamente negano.
Se la perizia sui beni si prospetta sempre più complicata, dovrebbe invece trovare maggiore speditezza la decisione sulla sorveglianza speciale: la Corte (presieduta da Francesco Caruso) dovrebbe esprimersi nella prossima udienza.(t.s.)
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