Sorvegliato speciale patteggia e va agli arresti domiciliari
Tramite l’avvocato Gianluca Tirelli ha patteggiato 8 mesi di reclusione il sorvegliato speciale calabrese 44enne Salvatore Turrà
REGGIO EMILIA. Tramite l’avvocato Gianluca Tirelli ha patteggiato 8 mesi di reclusione il sorvegliato speciale calabrese 44enne Salvatore Turrà che – di recente – era stato “pizzicato” dai carabinieri ben fuori dal territorio di Reggio Emilia in cui era “confinato” (i militari l’hanno bloccato, in un controllo stradale, a Cadelbosco...).
Ma non è l’unica decisione presa nei confronti dell’imprenditore edile in odore di mafia: non dovrà più rimanere nei confini del capoluogo, ma agli arresti domiciliari a Cadelbosco, nell’abitazione dove vivono la moglie e il figlio.
Turrà è costantemente “monitorato” per una serie di motivi sollevati due anni fa dalla questura ed avallati dalla Corte (presieduta da Francesco Caruso) che ha poi disposto la misura restrittiva: in primis la continua frequentazione di pregiudicati calabresi, inoltre è fratello di Roberto Turrà (nel mirino dell'operazione Aemilia come attivo affiliato al clan Grande Aracri, inoltre nel dicembre 2013 venne misteriosamente ferito a Parma a colpi di pistola) e lo stesso Salvatore Turrà è un pluripregiudicato (varie condanne, segnalazioni in alcune inchieste antimafia, con problemi sul versante penale che abbracciano oltre vent'anni).
Un altro “errore” gli costerebbe stavolta il carcere. (t.s.)
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