Patteggia e “finisce” in Veneto lo spacciatore delle Reggiane
Ha patteggiato due anni di reclusione che ora sconterà, con l’obbligo di firma, in Veneto dove vive la fidanzata
REGGIO EMILIA. Ha patteggiato – tramite l’avvocato difensore Federico Bertani – due anni di reclusione che ora sconterà, con l’obbligo di firma, in Veneto dove vive la fidanzata. Stiamo parlando dello spacciatore tunisino 36enne Lasar Monsef che ha fatto parlare di sè non poco: viveva nei capannoni dismessi delle ex Officine Reggiane e dal 2011 gestiva un redditizio traffico di eroina che vendeva nella zona della stazione ferroviaria ad un numero considerevole di tossicodipendenti.
Un giro d’affari assolutamente redditizio, visto che l’attività investigativa, iniziata nel novembre scorso, ha ricostruito oltre mille cessioni di eroina fatte negli ultimi quattro anni, per un business di svariate migliaia di euro. Per non essere scoperto “Kamel” – è il nome di battaglia del pusher – cambiava continuamente numero di telefono.
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