Primo maggio, l'appello dei sindacati: "Nuova Resistenza a difesa del lavoro"
Cgil, Cisl e Uil di Reggio tornano insieme in piazza Martiri dopo un lungo corteo lungo la via Emilia. Mora (Cgil) attacca Renzi: "Jobs act inaccettabile, l'opposizione deve crescere"
REGGIO EMILIA Il Primo maggio deve essere una festa "ma anche un'occasione di lotta per riaffermare i diritti dei lavoratori". Proprio quei lavoratori e pensionati reggiani che sono tornati in piazza per celebrare la loro festa. Questa volta, però, sotto il segno unitario delle tre sigle confederali tornante a parle a una voce sola.
Oltre alle bandiere, al corteo e alla banda di paese, però, c'è l'amarezza che traspare sopprattutto dalle parole del segretario della Cgil, Guido Mora, che chiede di listare idealmente a lutto le bandiere "perché per la prima volta questa festa viene celebrata con lo statuto dei diritti dei lavoratori che è stato violato, frontalmente, attraverso una riforma inaccettabile dell'articolo 18 e di tutti quei diritti che ci siamo conquistati con le lotte degli anni Cinquanta e Sessanta".
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Partito da piazza del Tricolore alle 15, il corteo ha attraversato tutto il centro di Reggio Emilia in un clima sereno, scandito dagli ottoni della bandi di Albinea e dagli slogan in testa. Erano presenti rappresentanti di tutte le sigle appartanenti ai sindacati confederali.
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"Ci sono tante teste bianche" è stato uno dei tanti commenti di chi, mentre marciava, non poteva fare altro se non sperare in una maggiore partecipazione dei giovani, presenti ma in minor numero nonostante la vera piaga sia legata proprio alla disoccupazione degli under30. La parte del leone, anche durante questa festa, la hanno fatta gli iscritti alle categorie dei pensionati.
Il Primo maggio a Reggio parte con la banda lungo la via Emilia. Si va verso il comizio in piazza Martiri pic.twitter.com/6LBU9Ho2OM
— Gazzetta di Reggio (@gazzettaReggioE) 1 Maggio 2015 Sopra al palco allestito davanti al teatro Valli sono saliti anche alcuni amminsitratori locali (Luca Vecchi, Giammaria Manghi, Alessio Mammi tra gli altri) insieme ai parlamentari e ai consiglieri regionali reggiani (tra i quali Maino Marchi, Roberta Mori e Maria Mussini).
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"E' giusto dire che il Primo maggio deve essere un momento di festa ma anche di lotta, non è possibile che sia accettabile in alcun modo che una violazione dei diritti fondamentali, come quella perpetrata attraverso il Jobs act e quindi attraverso le norme che anche in questi mesi vengono rese operative, non abbiano una opposizione anche da parte del movimento sindacale, che deve fare opposizione anche a livello unitario" ha scandito Mora dal palco durante il comizio.
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"Non è possibile che oggi ci siano lavoratori appena assunti che non avranno la tutela dell'articolo 18, cioè il diritto che di fronte a un imprenditore che decide di cacciarli dall'azienda senza una giusta causa, questi lavoratori non abbiano più il diritto di andare davanti a un giudice e di essere reintegrati al proprio posto di lavoro.
Questo è inaccettabile e di fronte a questo l'opposizione nel paese deve crescere. Bisogna pensare a una nuova Resistenza per salvaguardare i diritti di tutti noi".
"Siamo ancora di fronte a una pesante crisi - aggiunge Margherita Salvioli, segretario della Cisl di Reggio - che vede nel nostro territorio più di 31mila disoccupati. Senza contare quei lavoratori, in gran parte giovani e donne, che avendo rapporti di lavoro precari, nel momento in cui si interrompe il rapporto rimangono a piedi e non rientrano tra i numeri. Nemmeno la dignità di poter essere contati, quasi inesistenti".
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