Gazzetta di Reggio

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Tutti in piazza contro “la buona scuola”

di Roberto Fontanili
Tutti in piazza contro “la buona scuola”

Cgil, Cisl e Uil martedì prossimo scioperano per dire no al disegno di legge che «ripropone il modello aziendale Gelmini»

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REGGIO EMILIA. Era dal 2008 con la grande mobilitazione contro la “Riforma Gelmini”, che i sindacati della scuola non si ritrovavano uniti in uno sciopero generale come quello proclamato per il prossimo 5 maggio. Ci voleva il disegno di legge “La buona scuola” del governo Renzi (che dovrebbe essere approvato entro giugno), per portare i sindacati della scuola di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati autonomi Snals e Gilda a indire le sei manifestazioni nazionali unitarie, tra cui quella di Milano, con i sindacati reggiani che sperano di riempire i tre pullman che partiranno per Milano per partecipare al corteo e al successivo comizio per sostenere che “L’unione fa la scuola”.

Nella sola nostra provincia sono 7.500 (di cui 6.000 professori e il resto personale Ata) coloro che attendono di essere stabilizzati con le assunzioni promesse dal governo Renzi. Un provvedimento, hanno detto ieri i sindacati «che comunque non saranno risolutivi e non elimineranno il problema delle supplenze». Le ragioni della protesta sindacale che boccia in toto e senza appello le proposte del governo Renzi sono state illustrate ieri in una conferenza stampa unitaria per sostenere invece, la necessità di «una scuola pubblica, democratica e finanziata ed efficace allo stesso modo su tutto il territorio nazionale». Ovvero, hanno detto Elvira Meglioli (Flc Cgil), Monica Leonardi (Cisl scuola) e Antonio Bonfrisco (Gilda), «l’esatto contrario della buona scuola di Renzi che non solo è sbagliata e non è condivisa da nessuno dei lavoratori della scuola, ma ripropone il modello di scuola-azienda voluto dalla Moratti prima e dalla Gelmini poi». La protesta nella scuola trova le sue origini anche nell’insoddisfazione e nella rabbia per un contratto di lavoro bloccato da anni e dal susseguirsi di riforme che peggiorano la situazione nella scuola. I sindacati nel merito giudicano negativamente la riforma proposta da Giannini-Renzi «perché finge di investire risorse ma di fatto utilizza i tagli che vengono effettuati sulla scuola, come accade anche con le nuove assunzioni previste per 100mila precari promessi, assegna superpoteri ai dirigenti scolastici e continua a finanziare le scuole private». Mentre occorrerebbe «un reale piano di investimenti, una stabilizzazione di tutto il personale insegnante e ausiliari, un nuovo sistema di reclutamento e formazione, la riforma degli organi collegiali, e il rinnovo del contratto». Tutti temi contenuti, hanno ripetuto ieri i rappresentanti sindacali reggiani, nei 2.500 emendamenti presentati al decreto legge (e molti di ispirazione sindacale) e che il mondo della scuola spera vengano recepiti in sede di approvazione «di un provvedimento che lascia una maxi delega in bianco al governo nella fase attuativa». Una situazione che non lascia tranquilli i sindacati che venerdì scorso hanno incontrato i parlamentari reggiani proprio per discutere questi temi. «Un incontro infruttuoso - ha detto Antonio Bonfrisco di Gilda - con i parlamentari Pd che hanno giocato in difesa”.

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